E’ iniziato il dopo Merkel?

Angela Merkel - Chancellor of Germany

L’avanzata dell’Afd a Berlino segna uno spartiacque e mette in crisi l’equilibrio politico consolidato. Seppellire la Cancelliera è però prematuro…

La costante crescita elettorale dell’estrema destra tedesca, il filotto di vittorie conseguite dall’Adf di Frauke Petry, suona come un campanello d’allarme per l’intera Europa. Dietro l’avanzata del movimento euroscettico a Berlino, dietro il trionfo di un partito che ha fatto del contrasto all’immigrazione la pietra angolare della propria proposta politica, si possono intravedere alcuni elementi di rottura destinati a incidere sull’equilibrio dell’intero blocco continentale. Continua a leggere

Turchia, parla Gülen: nessun complotto, io un alfiere della democrazia

Imam Gulen Turkey

Il predicatore religioso, accusato di aver organizzato il golpe di luglio, attacca Erdogan: è lui il vero pericolo

La Feto non esiste, è un’invenzione del governo di Ankara per esercitare con arbitrio i poteri speciali: Fethullah Gülen, dal suo “esilio” in Pennsylvania, non lo dice a chiare lettere, ma lo lascia intuire a Nahal Toosi di Politico, autrice di una pregevole intervista pubblicata dal quotidiano online lo scorso venerdì. Il fondatore dello “Stato parallelo” che, secondo gli uomini della sicurezza turca, avrebbe tramato nell’ombra per rovesciare l’Esecutivo, ha rispedito ai mittenti – ancora una volta – le “infamanti accuse”. Continua a leggere

Curdi avvisati: la Turchia è pronta a sferrare un attacco frontale

Carri armati Turchia nella Siria del nord

La ventilata autonomia mette in allarme Erdogan: pronta la reazione violenta

Nel gergo giornalistico l’espressione “botta e risposta” lascia intendere, ai lettori, l’esistenza di un alterco fra due o più soggetti, basato su frasi pungenti e repliche piccate. Sarebbe riduttivo, pertanto, ricorrere a una simile frase per riassumere le minacce volate ieri in Medio Oriente.

Hadiya Yusuf, presidente del Consiglio fondativo del sistema federale dei curdi siriani, ha annunciato che la propria parte intende approvare una Costituzione per porre in essere un Kurdistan autonomo nell’area settentrionale del paese. La deadline è fissata per il 30 ottobre: entro quella data la nuova entità territoriale vuol vedere la luce.

La notizia è rimbalzata rapidamente sui media turchi e nel primo pomeriggio, durante un incontro col ministro degli Esteri saudita, Adel bin Ahmad al-Jubayr, il responsabile della diplomazia turca – Mevlüt Çavuşoğlu – ha reso nota la posizione di Ankara. La Turchia non è disposta a tollerare simili provocazioni, ha affermato, e ha intenzione di dispiegare le proprie truppe per realizzare “la più grande operazione militare della sua storia contro le milizie curde”.

Una minaccia senza mezzi termini, un ultimatum per fugare ogni perplessità in merito alle ripercussioni qualora i curdi decidessero di passare dalle parole ai fatti. Continua a leggere