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Dalla scena muta di Corbyn alla sceneggiata del Pd

Jeremy Corbyn non canta l'inno nazionale

Jeremy Corbyn non canta l’inno nazionale

Vecchia befana. Il leader laburista, Jeremy Corbyn, inizia a conquistare il panorama politico del Regno Unito. Nel corso di una commemorazione del 75esimo anniversario della Battaglia d’Inghilterra l’esponente socialista non ha intonato il “God Save the Queen”. Repubblicano convinto, il Mario Capanna di Chippenham è stato pizzicato dai fotografi e ha attirato su di sé l’indignazione della stampa e le critiche della minoranza. Ma non è tutto: perfino nel suo entourage qualcuno ha storto il naso. E’ il caso di Kate Green, ascesa alle Pari Opportunità nel governo ombra, convinta che il leader abbia ferito e offeso il cuore di diversi inglesi.

Vendo fumo. L’ex ministro delle finanze ellenico, Yanis Varoufakis, si proietta oltre le miserie della Grecia e guarda all’Europa: l’impegno è quello di rifondare la democrazia nel Vecchio Continente, boicottando la cultura dell’austerity e dei memorandum. Curioso come il Big Jim di Atene si erga oggi a risolutore di quei problemi che ieri non è stato in grado di risolvere. Ma se le vie del Signore sono infinite, anche quelle del fallimento appaiono alquanto consistenti.

Compare Assad. L’Australia ha deciso di bombardare la Siria per colpire l’Isis nelle sue roccaforti, tentando così di disinnescare la minaccia del Califfato. Chissà se per Matteo Renzi anche questa è un’operazione-spot. A Washington, invece, tiene banco la questione delle informazioni manipolate che sarebbero arrivate sulla scrivania dello Studio Ovale. In sostanza i rapporti preparati dai servizi avrebbero alterato il quadro reale della situazione, fornendo al Presidente Obama una visione distorta del contesto regionale. Fra questa indiscrezione, su cui è stata avviata un’indagine interna, e lo scandalo delle email di Hillary Clinton, la sicurezza americana è riposta decisamente in buone mani. Assad, da par suo, con l’emergenza migratoria in corso gonfia il petto e fa il vocione: la situazione a Damasco è una precisa responsabilità della Comunità Europea, che ha sostenuto e continua a sostenere il terrorismo. “La cooperazione tra l’Occidente e Jabhat al-Nusra è un dato di fatto – ha affermato il presidente siriano – e noi tutti sappiamo che Jabhat al-Nusra e Isis ricevono armi, denaro e volontari dalla Turchia, che mantiene stretti rapporti con l’Occidente“. Poi la questione politica vera e propria, il nervo scoperto su cui, ancora, non è stata avviata una riflessione globale nel vecchio mondo libero: “Paesi come Turchia, Qatar e Arabia saudita, così come Francia, Stati Uniti e altri Stati occidentali che sostengono il terrorismo non possono combattere i criminali da soli. Non ci si può opporre ai terroristi e stare allo stesso tempo dalla loro parte” ha concluso l’ex rais.

Processi kafkiani. “La Grande Camera della corte europea dei diritti dell’uomo ha respinto il ricorso del governo italiano contro la decisione della Cedu“: così Bruno Contrada ha esultato per l’ennesimo riconoscimento legale, dopo la trafila passata nelle aule giudiziarie del Bel Paese. Dell’uomo ciascuno può pensare ciò che vuole, ma il funzionario dev’essere giudicato per il suo operato, carte alla mano. La mia opinione, su questa vicenda, la espressi qualche tempo fa.

Banchi del Senato

Banchi del Senato

16 settembre
1498: muore, a 78 anni, Tomas de Torquemada, il frate domenicano reso celebre dall'Inquisizione.
1908: nasce la General Motors di William Durant.
1970: Mauro De Mauro, giornalista palermitano, viene sequestrato da un commando mafioso nel capoluogo siciliano. Non è mai stato ritrovato.
1977: si spegne Maria Callas, diva della lirica.

Doccia gelata. Va bene un cauto ottimismo, ma non fatevi prendere la mano. E’ più o meno questa la posizione che l’Ocse ha espresso all’indirizzo del Governo italiano, sottolineando come il Pil non crescerà oltre lo 0,7%. “Il premier Matteo Renzi – riporta la Reuters – ha annunciato che anche la proiezione di crescita per il prossimo anno, attualmente 1,4%, sarà rivista leggermente al rialzo, mentre per l’Ocse non si andrà oltre 1,3%, contro 1,5% della previsione di giugno“. Spacconate o eccessi di prudenza? La parola ai posteri. Il Pd ha altro a cui pensare: la minoranza non sa come disarcionare il premier per bloccare la sua riforma del Senato. Bersani vuoleun po’ di margine sui temi costituzionali“, esattamente come in campagna elettorale prometteva “un po’ di lavoro” per le giovani generazioni. Negli altri paesi chi perde le elezioni si trova un altro mestiere. Da noi pontifica dal proprio scranno in Aula. La riforma sarà brutta, oscena, oddio moriremo tutti, però arriva dopo anni e anni di pigrizia parlamentare. Volere riaprire adesso i giochi, affinché sia varata una buona legge e non un provvedimento raffazzonato, è un ottimo proposito che nasconde il doppio fine: indurre a più miti consigli l’ex sindaco di Firenze, avvezzo a prove muscolari. Domanda inevasa ed unica obiezione mai sentita dalle parti di Palazzo Madama: ma perché il Senato resta in piedi? Perché deve diventare una Camera delle Regioni se già abbiamo le Regioni, che con le loro piccole camere e soffitte, con la loro spensierata autonomia, hanno prodotto sfaceli finanziari che prima o poi verranno a galla?

Cazzate olimpiche. Se pensate alla Roma Antica, probabilmente rievocherete Giulio Cesare e l’Impero, i gladiatori e il Colosseo. Ma oggi, per quanto il paradigma sia fastidioso, l’immagine della Capitale è quel che è: una città male amministrata, dove una Banda Bassotti speculava tramite il sistema delle cooperative lucrando sui fondi pubblici destinati ai migranti (la mafia non c’entra niente, fatevene una ragione) e dove il funerale di un esattore della Magliana può avvenire a cielo aperto, fra petali di rose e colonne sonore del Padrino. Questa città, che già si appresta a vivere il Giubileo sotto la regia del duo Marino-Gabrielli (sic), ha presentato la propria candidatura per i Giochi Olimpici del 2024. E’ dai tempi di Italia90 che cerchiamo di accaparrarci qualche evento sportivo, ma le nostre abilità politiche – alla prova dei fatti – risultano essere inconsistenti. Va bene che da qui al 2024 di acqua sotto i ponti ne scorrerà a bizzeffe, ma dobbiamo augurarci che l’organo deputato ad analizzare il dossier italiano sia avulso dalla realtà. Altrimenti, ben che vada, ci danno Jocelyn e Giochi Senza Frontiere.