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I dissidenti cubani, le auto tedesche e i voti greci

Papa Francesco incontra Fidel Castro

Papa Francesco incontra Fidel Castro

Anche i tedeschi barano. La bufera in Borsa somiglia a un tracollo: la Volkswagen ha ammesso di aver truccato i dati relativi ai gas di scarico emessi dai motori diesel di 5 modelli di vetture, venduti fra il 2008 ed il 2015 a dispetto delle normative ambientali. In altri termini, 482mila auto in circolazione emetterebbero gas inquinanti oltre le disposizioni pattuite. Per questa ragione il titolo è affondato perdendo 20 punti percentuali. La casa automobilistica rischia adesso una maxi-multa di 18 miliardi di dollari, di là dal danno d’immagine e dalla perdita di credibilità. Di fronte alle accuse, infatti, la stessa Volkswagen aveva smentito le “illazioni” giocando di rimessa e additando i test dell’International Council on Clean Transportation. La Fiat gongola.

Bye bye Big Jim. Syriza vince le elezioni e convince i partner comunitari: l’intesa siglata coi creditori resta in piedi e già questa è una notizia, data la spensierata vocazione al disimpegno manifestata in passato da Atene secondo l’umore momentaneo dell’elettorato. Adesso bisogna fare le riforme, altrimenti il paese precipiterà in una nuova spirale recessiva. A uscirne con le ossa rotte è la sinistra dura e pura, quella di Lafazanis e Varoufakis. Lo spettro della troika, agitato in lungo e largo durante la campagna elettorale, fa meno paura del potenziale default. Risultato? L’estinzione politica dei celoduristi rossi, gonfiati ad arte dalla stampa compiacente. Post Scriptum: esilarante il comunicato dell’Altra Europa, quella di Barbara Spinelli e Curzio Maltese, che accusa quanti avevano scommesso le proprie fortune contro l’Esecutivo Tsipras. Il fatto che la crisi sia stata interna a Syriza non li sfiora nemmeno: “La lotta contro l’austerità continua, con più forza. La troika, l’austerità, il potere delle banche, l’Europa fortezza devono diventare, loro sì, una parentesi“. E se i fatti divergono dalle opinioni, tanto peggio per i fatti: noi la sappiamo più lunga.

Cuba, mi amor. Papa Francesco va a Cuba ed incontra il compagno Fidel. Tanto entusiasmo sulle colonne dei quotidiani di tutto il mondo, con dotti riferimenti teologici alla missione di Gesù per convertire i peccatori. Tutto giusto, per carità, il Pontefice è il rappresentante di Cristo in terra e da queste parti lo seguiamo ciecamente, sia pur senza la devozione delle groupie di Micromega. In tema di peccatucci veniali, però, La Stampa di Torino ne ricorda alcuni perpetrati oggigiorno dal regime dell’Avana: Paolo Mastrolilli tocca un argomento tabù, quello dei tanti uomini e delle tante donne al gabbio per i reati d’opinione. Ecco, Fidel è anche questo, un tenero orsacchiotto che arresta serialmente i dissidenti.

21 Settembre
1792: L'Assemblea nazionale francese vota per abolire la monarchia.
1973: Aerei libici mitragliano il "De Cristofaro" italiano, ferendo due marinai.
1979: Carlo Ghiglieno, direttore del reparto pianificazione-auto della Fiat di Mirafiori, viene barbaramente ucciso dai terroristi di Primalinea.

Si può fare. Primo minuetto di Jeremy Corbyn. Lo spensierato Mario Capanna di Chippenham sta iniziando a rivedere il proprio pacifismo ideologico sul dossier siriano. Almeno questo è quanto trapela dalle ardite dichiarazioni di Falconer, “the shadow justice secretary“. L’importante è definire il quadro operativo per poter dare via libera ai bombardamenti. Il Governo potrebbe così mostrare materiale secretato e confidenziale al capo dell’opposizione, per dargli le giuste imbeccate sullo stato reale di Damasco. Operazione sgradita ai servizi, i quali diffidano dell’uomo nuovo del Labour.

Gesù era un profugo. L’Arcivescovo di Canterbury non vuol far passare l’adagio che gli inglesi siano insensibili ai drammi dell’umanità. Così, “come cristiano che guida la Chiesa d’Inghilterra“, ricordando il Gesù rifugiato, il prelato ha aperto le porte del  Lambeth Palace ai richiedenti asilo.