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Il bombarolo coreano, l’epurazione di Corbyn e i tapiri tricolori

Il dittatore nordcoreano Kim Jong-un

Il dittatore nordcoreano Kim Jong-un

Dai test nucleari (veri o presunti) in Corea al rimpasto di Corbyn, passando per l’anniversario di Charlie Hebdo. Cos’è successo nel mondo e in Italia, coi tapiri d’oro per Grillo e Renzi

Zazzera screanzata. La notizia del giorno, senza ombra di dubbio, viene dall’Estremo Oriente, laddove quel mattacchione di Kin Jong-un ha deciso di testare una bomba nucleare all’idrogeno. Quest’ultima, nota il Post, si caratterizza per una particolarità: durante l’esplosione “si susseguono in rapidissima successione processi di fissione e fusione nucleare innescati a partire dall’esplosione di una normale bomba atomica a fissione, posta all’interno dell’ordigno“. La Stampa ha illustrato il meccanismo di funzionamento attraverso un’immagine animata (corredata da un articolo esplicativo).

Per puro caso, poco dopo il test, sarebbe stato rivelato un sisma di magnitudo 5.1 nella stessa area. Sulla reale sperimentazione vigono diversi dubbi: l’onda sismica infatti avrebbe avuto un impatto troppo lieve a fronte dell’azione messa in campo dal governo nord-coreano. A dispetto delle immagini televisive diffuse dal regime, l’accusa è che si tratti di un falso mediatico, un’azione strumentale per mettere pressione agli Stati Uniti, rei di voler portare il loro imperialismo alle porte della dittatura comunista. L’eventuale boutade potrebbe costare caro al governo di Pyongyang: Usa, Russia, Giappone e Corea del Sud non sembrano propense ad accettare la violazione del Trattato Onu sul bando dei test nucleari.

Nella torre di Londra. Benn è sceso a patti e ha salvato la poltrona, Eagle no. Questo il riassunto del rimpasto voluto da Jeremy Corbyn all’interno del Labour britannico. Via anche Dugher e McFadden, quest’ultimo accusato d’incompetenza e slealtà. McFadden, però, non demorde: “Io dico che i terroristi sono interamente responsabili delle proprie azioni e nessuno li costringe ad uccidere innocenti a Parigi, a far saltare per aria la metropolitana di Londra, a decapitare innocenti in Siria… Corbyn lo interpreta come un attacco contro di lui“. Un bel clima, sereno, nettamente diverso dal passato.

L’Onu dà sempre grandi soddisfazioni. La comunità internazionale entra in punta di piedi nel conflitto fra sunniti e sciiti. La formula merita di essere tramandata ai posteri: l’assalto all’ambasciata saudita imbastito a Teheran viene condannato fermamente. Sulla sentenza capitale eseguita nei confronti di al Nimr nemmeno una parola. Occhio a Washington: la Casa Bianca non può sbilanciarsi troppo e la mossa del Palazzo di Vetro non fa bene alla diplomazia del Dipartimento di Stato. Ryad sarà anche una potenza in declino, ma serve – e maledettamente – per contenere l’Isis. Certo, anche la monarchia islamica ha bisogno di un ombrello protettivo

Pavida laicità. La prudenza di Charlie Hebdo dopo la strage è stata notata da diversi osservatori. Fra i critici, in particolare, segnaliamo un pezzo del quotidiano della Santa Sede. Come evidenziato dal Guardian, la copertina contro un Dio generico e barbuto non è piaciuta troppo Oltretevere. “Dietro la bandiera ingannevole della laicità intransigente, il settimanale dimentica ancora una volta quello che i leader di ogni fede religiosa ripetono incessantemente“, ossia la condanna della violenza su cui Papa Francesco si è mostrato intransigente. L’Osservatore Romano se la prende con la scelta politicamente corretta del periodico francese, giudicata ai limiti del ridicolo.

Corso di laurea in fondamentalismo. Sui rapporti fra cristiani e mussulmani segnaliamo un meraviglioso reportage di Paolo Affatato. In Malesia esiste un’università che mette in guardia i devoti di Allah dal proselitismo dei cattolici. Poi ci si chiede perché in quella regione l’Isis trovi facilmente nuove leve…

Matteo Renzi e Beppe Grillo

Matteo Renzi e Beppe Grillo

Figure da pipponi in giro per il mondo. L’Italia, per ora, fa incetta di tapiri. Da un lato c’è il Movimento 5 Stelle che punta apertamente sull’ignoranza dell’opinione pubblica: come rivela Jacopo Iacoboni per La Stampa, la traduzione dell’articolo apparso sul Financial Times è stata alquanto fantasiosa. Sulla piattaforma di Grillo sparisce l’accusa di essere un movimento “populista“, una forza “demagogica“, e con essa va via anche il punto interrogativo sulla presunta maturità del Movimento. Di più: le frasi dette da Di Maio vengono confusamente riportate, quasi fossero opinioni della testata, e al quotidiano sono indebitamente attribuiti giudizi di valore mai espressi (FT non ha mai definito “seria” l’alternativa di Grillo a Renzi). Se Atene piange, Sparta non ride: il Governo ha registrato, in seno alla Commissione Europea, le dimissioni presentate dall’esperto giuridico Carlo Zadra. L’italiano ha lasciato l’incarico per i presunti contrasti col capo di gabinetto Martin Selmayr. Tutto nella norma? No, perché Juncker ha assegnato le deleghe, precedentemente attribuite all’italiano, a un britannico, così Roma inizia l’anno nuovo senza avere alcun rappresentante nell’Esecutivo di Bruxelles. Una mossa che ha mandato su tutte le furie Gozi, il quale vede nelle scelte della presidenza un problema di “opportunità politica”. Lo stesso sottosegretario, per altro, aveva gonfiato il petto nei giorni scorsi, rilanciando la leadership di Renzi su scala comunitaria, in alternativa all’egemonia merkeliana dell’ultimo quinquennio. Sul punto Politico offre alcuni suggerimenti al rottamatore: vincere le elezioni, imparare il galateo istituzionale, costruire alleanze credibili, ridurre la spesa pubblica e il debito dello Stato, migliorare le competenze linguistiche.

Il cinguettio potrebbe durare di più. Secondo quanto rivelato da Re/code, Twitter verrà rivoluzionata. Dell’addio al limite di 140 caratteri imposto sulla piattaforma se ne discuteva da tempo, ma nessuno immaginava che la nuova soglia di sbarramento potesse essere fissata a quota 10.000. Sotto il profilo grafico, però, non muterà la sostanza né l’impatto visivo: i post resteranno identici, bisognerà cliccare sul singolo tweet per scorgere il testo completo del messaggio. Una mossa che potrebbe trasformare quello spazio in una realtà di frontiera del micro-blogging. Facebook è avvisato.

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