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La sottile strategia di Hamas

Marco Longari Gaza

Foto di: Marco Longari/AFP/Getty Images

Una puntuale ricostruzione sulla strategia bellica messa in campo da Hamas l’ha realizzata, con la consueta precisione, Richard Landes sulle colonne dell’American Interest. E’ una strategia articolata, che paga in ogni caso e si basa su alcuni punti fondamentali.

  1. Hamas attacca civili israeliani, provocando la reazione del governo Netanyahu.
  2. I leader del movimento terroristico si rintanano nelle case, negli ospedali e nelle scuole palestinesi, preferibilmente in luoghi ad alta densità abitativa. A quel punto costringono i civili ad interpretare il ruolo di “scudi umani”.
  3. I media occidentali sono costretti a riprendere atroci immagini di sofferenza, causate – giocoforza – dai bombardamenti voluti dallo Stato ebraico.
  4. Israele, sotto scacco rispetto alle pressioni dell’opinione pubblica internazionale, batte in ritirata, rinunciando alla pur legittima controffensiva.
  5. Hamas gioisce per il danno arrecato all’immagine del nemico, accusato dall’intelligencija cialtrona di crimini di guerra, e programma al contempo nuovi attentati o nuovi rapimenti.

Ed ecco che il giro ricomincia, in maniera perversa e tortuosa, alimentando tensioni e frustrazione. Delle due l’una: o Israele rinunzia a difendersi, ed in quel caso Hamas ha gioco facile a minare la sicurezza di Tel Aviv come e quando vuole; o Netanyahu replica alle intimidazioni con tutto il peso e la forza di cui può disporre, ed in quel caso Hamas mostra lo scempio causato dagli effettivi dell’Esercito.

E’ una posizione invidiabile per un movimento terroristico, tremenda per un governo democratico: non a caso Israele tenta di arginare questo rischio collaterale dando preventiva comunicazione ai civili delle zone interessate rispetto all’imminente bombardamento. Comunicazioni che cadono nel vuoto, perché Hamas presidia il territorio ed impedisce la fuga dei civili.

Intanto in Italia e in Europa non si contano i peani per la Palestina libera, segno che l’arguzia di un movimento terroristico vale più della lungimiranza intellettuale di certi sepolcri imbiancati.