in politica italiana

Silvio è vivo e Letta insieme a noi

Diciamo le cose come stanno e fughiamo i luoghi comuni: a noi italiani Berlusconi conviene. Conviene, sissignore. Perché in fondo quattro sono gli argomenti che affrontiamo con arguzia e con cipiglio: il calcio, la politica, le donne e la televisione. E Berlusconi, bontà sua, ci va a genio perché racchiude in sé tutte le categorie. Di più: divide la platea in due. O stai con quelli che danno di gomito alla battuta sull’orchidea, o inorridisci di fronte a ciò che Eduardo De Filippo avrebbe opportunamente definito “guaglionesca scostumatezza”.

Il fatto che le tesi accusatorie della Boccassini si siano rivelate piuttosto fragili non ci tange minimamente. Se condanna doveva essere, qualcuno avrebbe protestato contro le solite toghe rosse, i nostalgici di Stalin; fintantoché assoluzione è stata, giù a dare di matto fra cospirazionisti (“avrà pagato la sentenza?”) e reprobi (“resta un maiale”). E’ così dai tempi di Guareschi.

Bisogna scandirlo a chiare lettere: a noi Berlusconi conviene. Ma quante trasmissioni ha riempito il decolté di Ruby Rubacuori? E quanti titoli abbiamo visto sulla nipotina di Mubarak, cui un intero Parlamento ha deciso di credere? E come ci siamo sbellicati a vedere De Bortoli e Mauro in versione Alfonso Signorini? O Travaglio discutere di letti e lenzuola come neppure Mastrota osa fare?

Ripeto impunemente: a noi Berlusconi conviene. Sì, perché se non parliamo dei cazzi suoi, pensiamo giocoforza ai nostri. E ci ritroviamo con Letta o Renzi a Palazzo Chigi. Qua finisce che prendiamo sul serio perfino la politica, ohibò.

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