in europa, politica italiana

Spinelli scioglie il dubbio di Moretti: si nota di più se non viene

L’Altra Europa, quella con Tsipras, è rimasta in Grecia, sul lungomare di Santorini. O forse si è trasferita alle Baleari, dove la movida si sposa ancora con la nostalgia zapaterista. Di certo non passa da Bruxelles, se è vero com’è vero che la straordinaria Saint-Just delle ultime elezioni, madame Barbara Spinelli, da fine intellettuale ha visitato il Parlamento in cui è stata eletta soltanto nella giornata inaugurale, collezionando così tre votazioni su trentanove. In termini percentuali si è espressa il 7,69% delle volte: una cifra di tutto rispetto, quasi il doppio rispetto alle preferenze complessive conquistate dal suo gruppo nel paese. Ecco spiegato il concetto di proporzionale caro alla sinistra radicale.

Certo, il messaggio che ne vien fuori non è granché edificante: se monti una canea interna pur di mantenere una carica che da principio volevi ricusare e poi non eserciti il mandato, la base può legittimamente sentirsi incazzata e può perfino ravvisare gli estremi di una sofisticata presa per il culo. Ma tant’è. Madame Spinelli non deve dare conto a nessuno delle sue scelte o delle sue assenze.

Del resto, l’eventuale rammarico apparirebbe stonato, fuori luogo, anacronistico: si passerebbe dal celebre Club del Coccodrillo, inaugurato dal padre, alle sommesse lacrime di coccodrillo degli eredi. Meglio di no. Meglio soprassedere con fare aristocratico per denunziare a mezzo stampa il vuoto politico nelle istituzioni comunitarie, lasciando ben vuota la poltrona conquistata grazie all’ingenuità degli elettori duri e puri, quelli che al deficit democratico credevano davvero.

Madame Spinelli s’è persa poco o nulla: Palestina, Ucraina, Nigeria ed Iraq. Bazzecole, argomenti di scarso rilievo nella storia dell’umanità. In questa estate afosa, dove un intellettuale di rango non può gustare in pace un martini discutendo di Sofocle ed Euripide o di Eschilo e Plutarco, subito scatta la polemica. E’ la rozzezza del mondo contemporaneo il vero cancro della nostra società.

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