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Vince il Papa. Più incisivo delle tette di Femen

papa francesco schulzSbaglierò io, per carità, sarò reazionario o medievale, ma continuo a ritenere le parole del Pontefice assai più interessanti delle squallide proteste orchestrate da Femen. Fra un uomo anziano, di bianco vestito, che attraversa con discrezione i corridoi dell’Europarlamento – quasi non portasse addosso due millenni di storia – per discutere coi rappresentanti delle istituzioni comunitarie di diritti, vita e lavoro, e un pugno di rivoluzionarie che si masturbano in Piazza San Pietro con un simbolo religioso, offendendo il tatto di milioni di fedeli, persevero, ohibò, nel prestare maggiore attenzione al primo.

Se abbandoniamo per un attimo l’anticlericalismo iconoclasta che vibra nelle viscere di una parte del paese, la questione è fin troppo semplice. Da un lato c’è chi tenta di scandagliare nella coscienza di un Occidente rincoglionito o atrofizzato, evidenziando la sovrapposizione impropria che spesso sussiste fra desiderio e diritto; dall’altro ci sono riviste e giornali che rivendicano con nonchalance l’orgoglio abortista, qualunque cosa esso sia. Da un lato c’è chi lancia un monito sulla prevalenza dell’economia e della tecnica nel dibattito politico, “a scapito di un autentico orientamento antropologico”; dall’altro c’è chi investe le proprie fortune nel corpo nudo, ostentandolo presso la cattedrale di Strasburgo per ottenere la prima pagina di qualche strampalato quotidiano. Infine c’è chi elabora una riflessione kantiana sulla distinzione fra uomo e oggetto, per scongiurare l’idea di una persona ridotta a “bene di consumo da utilizzare“; e chi, invece, invita la Chiesa a non sconfinare rispetto ad un esilio che dovrebbe fondarsi principalmente sul mutismo.

E pazienza se ai giorni nostri la Chiesa ricopre una funzione sociale di straordinaria importanza, supportando uno Stato – nella fattispecie quello italiano – che da solo non riuscirebbe nemmeno a sfamare i poveri o i migranti.  Meglio parlare di Tasi, d’immobili, di Ior, di Opus Dei, meglio avanzare pretese, rivendicare diritti e trascurare doveri. Il dovere del rispetto, ad esempio. Un dovere sconosciuto perfino dai parlamentari, se è vero che la leader dei Verdi nazionali, Monica Frassoni, ha etichettato le parole del Papa sulla vita come l’ennesima “tirata”. Ma tant’è: lo diceva Oscar Wilde, il vizio supremo è la superficialità.

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