Marchionne, il Manifesto e la stampa d’opinione

La prima pagina del quotidiano comunista ha diviso l’opinione pubblica. È opportuno contestare l’operato di una persona in fin di vita?

Ho sempre provato rispetto nei confronti di quei colleghi che mischiano le carte, stecche nel coro della monotonia contemporanea. Parlar male dei santi, delle organizzazioni non governative, delle realtà no profit è assolutamente legittimo e richiede molto coraggio, a patto che al fondo delle proprie obiezioni vi siano dati concreti, fatti, forse opinabili ma non contestabili. Diverso è il discorso se si prescinde dalla realtà.

La vicenda Marchionne, in tal senso, ha attirato la mia attenzione. Il manifesto ha pubblicato una prima pagina dura sull’eredità dell’AD (vd foto), ricorrendo a un titolo roboante che ha suscitato polemiche. In realtà alla redazione del quotidiano comunista bisognerebbe fare un plauso, se non altro perché Marchionne – di cui non discuto né il valore umano, né le capacità manageriali in questo spazio – è stato un personaggio fortemente divisivo sulla scena pubblica italiana. E la rassegna dei quotidiani in edicola domenica non gli rendeva giustizia. Leggi tutto “Marchionne, il Manifesto e la stampa d’opinione”

La democrazia e il call center

La nuova legislatura, l’analisi dei curricula e la questione giovanile: cosa rivela il caso Fico

La narrazione prevalente, élite VS popolo, è ormai esasperata dagli stessi media che provano a smontare questo schema binario. Un esempio banale viene offerto dalla cronaca politica di questi giorni: l’esperienza professionale in un call center perché mai dovrebbe squalificare il neo-presidente della Camera, Roberto Fico? Leggi tutto “La democrazia e il call center”

Un onorevole TFR: il sussidio esentasse dei parlamentari

La legislatura giunge a termine e i deputati che non saranno rieletti potranno finalmente incassare i 47.000 euro accantonati

Un tempo si chiamava liquidazione, poi i consulenti del lavoro – bontà loro – hanno deciso di utilizzare una definizione tecnica più precisa, presto adottata nel discorso pubblico e negli atti ministeriali: TFR, trattamento di fine rapporto.

Tutti noi, a grandi linee, sappiamo in cosa consiste: è la somma di denaro, accumulata di anno in anno dal lavoratore, e accantonata per il futuro, quando il rapporto professionale giungerà a termine. Un tempo era l’azienda stessa a gestire il processo; successivamente hanno fatto capolino nel sistema i fondi pensionistici privati, lasciando al lavoratore facoltà di scelta. Leggi tutto “Un onorevole TFR: il sussidio esentasse dei parlamentari”