Una legge elettorale è per sempre

Siamo l’unico paese in cui la definizione delle “regole del gioco” monopolizza il dibattito pubblico e le prime pagine dei grandi quotidiani

16 novembre 2011. Sono da poco passate le 17. Mario Monti è il nuovo presidente del Consiglio. L’ex commissario europeo ringrazia il suo predecessore, Silvio Berlusconi, e posa per le foto di rito con Giorgio Napolitano, che dal Colle ha benedetto l’operazione.

Che Monti fosse il prescelto era cosa nota ai più: lo stesso presidente della Repubblica, per tranquillizzare i mercati e dare un segnale agli investitori, aveva concesso al professore la nomina di senatore a vita.

Le grida di giubilo si sprecano. Sarkozy manda un messaggio a Palazzo Chigi: “ce la faremo”. Juncker, da Bruxelles, plaude al nuovo ciclo: “è una buona notizia”. In Transatlantico, da destra a sinistra, tutti indossano il loden: Scajola promette il sostegno leale di Forza Italia, Alfano invita all’unità, Letta – ancora plenipotenziario del Pd – parla di ritrovata serenità. Leggi tutto “Una legge elettorale è per sempre”

Sorpasso a destra: così Berlusconi può vincere in Sicilia

La Sicilia è un banco di prova. Il centro-sinistra si divide e il M5S resta al palo nei piccoli comuni: Nello Musumeci prova a conquistare l’isola

Il primo pedaggio al ticket sovranista è stato versato. Forza Italia, per le prossime elezioni siciliane, non schiererà un proprio candidato alla presidenza ma farà convergere i voti sul profilo di Nello Musumeci, già esponente del Movimento Sociale, poi transitato nella Destra di Storace e ora alla guida del movimento civico Diventerà Bellissima. Sfuma, pertanto, la candidatura di Gaetano Armao, uomo gradito a Berlusconi e sponsorizzato dal deus ex machina del partito nell’isola, Gianfranco Miccichè. La decisione sarà ufficializzata nelle prossime ore ed è il preludio a una tornata elettorale che si annuncia particolarmente intensa. Leggi tutto “Sorpasso a destra: così Berlusconi può vincere in Sicilia”

Ma quanto ci piace Piazza Indipendenza?

Uno scenario apocalittico a pochi metri dalla stazione Termini: bastano venti minuti per generare il caos. E nelle ore successive prevalgono gli ultrà

Diciamo la verità: lo sgombero di Piazza Indipendenza fa bene a tutti.

  • Fa bene al Partito Democratico, che ha l’occasione di puntare l’indice contro l’Amministrazione Raggi, rea di essere stata spettatore silente e disinteressato in questa vicenda.
  • Fa bene al Movimento 5 Stelle, che a sua volta può interpretare sia il ruolo del garante d’ordine, sia quello del grande inquisitore contro il latitante Zingaretti.
  • Fa benissimo a Matteo Salvini, solerte nel twittare i video della polizia per ribadire che i migranti non fuggono dalla guerra ma la portano nelle nostre strade.
  • Fa bene alla sinistra ortodossa, che può tirar fuori gli artigli denunciando le responsabilità culturali di chi ha avvelenato i pozzi contro gli stranieri, con riferimento al Renzi-pensiero e all’ormai celebre “aiutiamoli a casa loro”.
  • Fa comodo a Berlusconi, osservatore distaccato e punto di mediazione in un dibattito astruso fra chi pretende ordine e chi vuole un’integrazione anche forzata.
  • Ed è una manna, infine, per i centri sociali, olimpionici del giavellotto sulla celere, e per gli attivisti di Casa Pound, squadristi d’assalto determinati a classificare in razze tutto ciò che esiste.

In questo clima surreale ogni esercizio di comprensione è inutile, tutto si presta a una lettura degli eventi faziosa e sciagurata. Il problema non è, pertanto, se l’Italia sa accogliere o respingere profughi e irregolari, ma se questo paese può considerarsi uno Stato civile in grado di garantire il rispetto delle leggi. Tutte.

[Foto tratta da Twitter]