L’ultimo smacco: così Putin ha gelato Obama

Il presidente russo non ha raccolto le provocazioni di Washington. Offrendo un ramoscello d’ulivo, il Cremlino ha archiviato la stagione democratica

Quali fossero i principi del piano è ormai abbastanza chiaro. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, lo scorso 29 dicembre ha espulso 35 diplomatici russi per mettere pressione su Vladimir Putin. Gli emissari del Cremlino avrebbero avuto un ruolo nelle azioni di hackeraggio subite dagli Usa durante la campagna elettorale. C’è perfino un dossier, in realtà alquanto controverso, che evidenzierebbe una loro diretta responsabilità. Leggi tutto “L’ultimo smacco: così Putin ha gelato Obama”

Putin è una minaccia per la sicurezza internazionale?

La politica del Cremlino ha gli stessi capisaldi di un tempo: rafforzare l’immagine di Mosca e creare una barriera protettiva sul fronte europeo

I leader carismatici, in Russia, si rafforzano ulteriormente perché col loro piglio ottengono l’ammirazione popolare. George Friedman, fine analista internazionale e fondatore di “Geopolitical Futures”, venticinque anni dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica ha vagliato lo stato di salute della Federazione, partendo dal profilo di chi oggi detiene il potere politico: Vladimir Putin.

Friedman, nella sua disamina, ricorda gli anni di servizio prestati dal presidente all’interno del Kgb e la svolta ortodossa, in senso religioso, resa pubblica da un lustro. Nel paese che si era imposto di considerare la religione come l’oppio dei popoli, questo revival spirituale non è passato inosservato, viepiù se esso fa da contraltare nell’immaginario collettivo alla secolarizzazione registrata nel Vecchio Continente. Leggi tutto “Putin è una minaccia per la sicurezza internazionale?”

L’impero rinato: Putin è il nuovo Cesare?

Il 26 dicembre del 1991 l’Unione Sovietica si dissolse in quindici Stati. Ma è davvero tramontato quel modello politico?

Venticinque anni fa l’Unione Sovietica si scioglieva come neve al sole. La bandiera con la falce e il martello veniva ammainata, sostituita da un drappo con tre strisce orizzontali sovrapposte, una bianca, una blu e una rossa. Erano gli albori della federazione russa, una realtà che avrebbe dovuto esercitare la propria leadership per disinnescare la minaccia della guerra fredda, dando così piena sostanza al principio della distensione (fu in quell’occasione che Fukuyama predisse infelicemente la “fine della storia”).

Un quarto di secolo dopo, Mosca guarda al contesto internazionale con rinnovata fiducia, come un’araba fenice risorta dalle proprie ceneri imperiali. La leadership politica del paese è saldamente nelle mani di Vladimir Putin, tattico e stratega d’alto profilo, capace d’incunearsi nei vuoti di potere lasciati dalla superpotenza americana (thank you Mr. Obama) per rivendicare margini di manovra da pari grado. Leggi tutto “L’impero rinato: Putin è il nuovo Cesare?”