Marchionne, il Manifesto e la stampa d’opinione

La prima pagina del quotidiano comunista ha diviso l’opinione pubblica. È opportuno contestare l’operato di una persona in fin di vita?

Ho sempre provato rispetto nei confronti di quei colleghi che mischiano le carte, stecche nel coro della monotonia contemporanea. Parlar male dei santi, delle organizzazioni non governative, delle realtà no profit è assolutamente legittimo e richiede molto coraggio, a patto che al fondo delle proprie obiezioni vi siano dati concreti, fatti, forse opinabili ma non contestabili. Diverso è il discorso se si prescinde dalla realtà.

La vicenda Marchionne, in tal senso, ha attirato la mia attenzione. Il manifesto ha pubblicato una prima pagina dura sull’eredità dell’AD (vd foto), ricorrendo a un titolo roboante che ha suscitato polemiche. In realtà alla redazione del quotidiano comunista bisognerebbe fare un plauso, se non altro perché Marchionne – di cui non discuto né il valore umano, né le capacità manageriali in questo spazio – è stato un personaggio fortemente divisivo sulla scena pubblica italiana. E la rassegna dei quotidiani in edicola domenica non gli rendeva giustizia. Leggi tutto “Marchionne, il Manifesto e la stampa d’opinione”

Firenze, lo stupro e la tentazione del “se la sono cercata” 

A prescindere dalle responsabilità penali, in quale altro paese occidentale la vittima sarebbe stata sottoposta al terzo grado?

Provate a immaginare. Silvio Berlusconi sale sul banco degli imputati. Processo Ruby-ter. Il pm si presenta in aula, passo felpato e aria serafica. L’annuncio lascia esterrefatti: l’accusa ha in serbo 250 domande per l’ex premier.

Cosa accadrebbe? Siamo ai limiti dell’inventiva letteraria, me ne rendo conto, ma non credo di avventurarmi nel campo della distopia quando immagino i roboanti titoli di Libero e il Giornale: “Terzo grado al Cavaliere: neanche Riina subì un trattamento simile”. Frasi shock, non prive di buone argomentazioni.

E invece sulle due vittime del presunto stupro operato da due carabinieri in servizio a Firenze è calato il silenzio. Sì, perché i legali degli agenti avrebbero voluto muovere alle malcapitate 250 domande, duecentocinquanta, molte delle quali cassate dal giudice.  Leggi tutto “Firenze, lo stupro e la tentazione del “se la sono cercata” “

Trump nella bufera: la scomunica pesante

Il candidato dei repubblicani continua a spaccare la base del partito: stavolta è stato uno dei più brillanti intellettuali conservatori a puntare l’indice contro il miliardario di New York. Trump? Unfit to lead

Donald Trump è inadeguato, non può fare il presidente degli Stati Uniti. La perentoria affermazione non viene, stavolta, dagli intellettuali clintoniani o dal mondo affettato dell’informazione liberal, né tanto meno dalla stampa radical-chic del Vecchio Continente, mai generosa nei confronti del miliardario del Gop. La sentenza di scomunica è firmata da Charles Krauthammer, opinionista di riferimento dei conservatori d’oltreoceano e columnist di razza del Washington Post.

Con un editoriale pubblicato sulla National Review, crocevia editoriale della Right Nation americana, Krauthammer spiega come la polemica coi coniugi Khan rappresenti il punto più basso della campagna elettorale del candidato, uno spartiacque che dimostrerebbe agli elettori come Trump sia incapace di provare la benché minima empatia nei confronti di una famiglia colpita dal lutto e dal dolore. Leggi tutto “Trump nella bufera: la scomunica pesante”