Quel santo di Erdogan conquista pure i cinema

Nelle sale turche arriva l’opera che celebra l’impegno politico del presidente: un’agiografia in piena campagna elettorale

Il prode Recep. L’uomo che ha dato senso alle istituzioni di una repubblica nata male, costruita sul desiderio di rivalsa dei laicisti, impegnati a disperdere i principi etici dell’islam, a perseguitare uomini e donne per il loro afflato religioso. Un eroe ottomano che ha rischiato il martirio più volte per riscattare l’onore di un popolo vessato, costretto a rinnegare la fede in Allah per abbracciare il culto della personalità di Mustafa Kemal.

Il 16 aprile la Turchia deciderà se approvare o respingere la riforma costituzionale varata dall’Esecutivo, un passaggio decisivo per Erdogan che ha puntato le sue fiches sulla svolta presidenzialista. Anziché riflettere sulle purghe e sull’ondata di arresti che ha scosso il paese dopo il tentato golpe, Ankara si appresta a celebrare nelle sale cinematografiche il profilo del “valoroso condottiero” che ha permesso alla nazione di risorgere: almeno questo sembra essere l’intento di “Reis” (“Il comandante”), l’opera che celebra l’impegno politico del presidente. Leggi tutto “Quel santo di Erdogan conquista pure i cinema”

Gli errori di Erdogan nella lotta al terrore

recep tayyip erdoğan

Il presidente turco ha aperto troppi fronti e adesso fatica a imporre la sua legge: il golpe è stato l’evento spartiacque

La scia di sangue lasciata a Istanbul la notte di capodanno è soltanto l’ultimo atto di un conflitto che va avanti da diversi mesi. La Turchia è finita nel mirino dell’Isis, scalzando dal podio degli obiettivi sensibili la Francia, fino a poco tempo fa teatro prediletto per gli attentati più eclatanti.

I fattori che possono avere innescato questa spirale di violenza sono molteplici. Innanzitutto Erdogan si è dimostrato essere un autocrate spregiudicato dalle posizioni mutevoli: dopo aver incoraggiato la conflittualità in Siria, a favore dello Stato islamico e di al Qaeda, ha cambiato alleanze ed è saltato sul carro russo-iraniano, giurando guerra al califfo Abu Bakr al-Baghdadi.

Aver abbandonato Aleppo nelle mani della fazione sciita è uno smacco che l’intera umma sunnita rimprovera al presidente della repubblica turca, ivi considerato il legame storico di quella grande realtà urbana col vecchio Impero Ottomano, di cui Erdogan si è autoproclamato, a torto o a ragione, erede in tempi non sospetti. Leggi tutto “Gli errori di Erdogan nella lotta al terrore”

L’Europa smarrita e il nuovo ordine: cosa c’è dietro la crisi con la Turchia?

La folla in Turchia inneggia a Erdogan dopo aver fermato i golpisti

Erdogan mette a nudo le debolezze di Bruxelles. L’ascesa di Trump può relegare l’Unione Europea a comparsa sul palcoscenico internazionale

Trattare la Turchia come fosse un sultanato dei poveri non è assennato. L’Unione Europea tiene una condotta schizofrenica nei confronti di Ankara, facendo trascorrere le mattinate a suon di strappi e ricucendo i rapporti diplomatici dopo il calar del sole. La ragione è presto detta: Erdogan, disinnescata la minaccia del colpo di stato, ha messo qualunque oppositore alla sbarra, ha ventilato la reintroduzione della pena capitale, ha adottato un atteggiamento indisponente di fronte agli osservatori internazionali. Al netto di ciò, la Turchia resta un paese strategico per contenere il flusso migratorio dei profughi siriani, smaniosi di andare a Berlino dove siede Angela Merkel, l’azionista di maggioranza dell’Ue.

Il problema è dunque politico: deve prevalere l’idealismo comunitario, con l’annessa battaglia per lo Stato di diritto, o l’interesse dell’Unione in un’ottica di asettica realpolitik? Leggi tutto “L’Europa smarrita e il nuovo ordine: cosa c’è dietro la crisi con la Turchia?”