Vertice a Washington. Trump incontra Merkel: l’intesa è possibile

Negoziatori e diplomatici, i due leader non sono degli sprovveduti. Ecco perché gli attriti personali difficilmente emergeranno…

Negoziatori e diplomatici, i due leader non sono degli sprovveduti. Ecco perché gli attriti personali difficilmente emergeranno…

La stampa europea tende a dare estremo risalto a tutto ciò che concerne “l’agenda Merkel”. È normale: la Germania è in campagna elettorale e il rinnovo del Parlamento potrebbe portare a un nuovo equilibrio politico, con l’avanzata dell’AfD di Frauke Petry e la scoppiettante offensiva mediatica di Martin Schulz per l’Spd. Tuttavia l’incontro fra la Cancelliera e Donald Trump, previsto per domani a Washington, sta solleticando l’attenzione delle grandi redazioni oltre ogni ragionevole aspettativa. Leggi tutto “Vertice a Washington. Trump incontra Merkel: l’intesa è possibile”

Merkel contro Trump: Germania e Usa nel sistema multipolare

Lei ha uno stile inappuntabile, lui tende al rozzo. Lei è esperta, lui è un outsider. Lei apre ai migranti, lui chiude le frontiere. Lei è alfiere del libero mercato, lui ha rispolverato il protezionismo. Merkel e Trump sono agli antipodi, ma in un mondo multipolare possono restare alleati?

[su_heading size=”22″]Il duello fra Washington e Berlino potrebbe portare a una cesura storica: Mosca e Pechino pronte ad archiviare il secolo breve[/su_heading]


Nell’immaginario collettivo, innanzi al costante aumento dei flussi migratori, la classe politica occidentale ha elaborato fondamentalmente due risposte: un approccio morbido e inclusivo alla tedesca; e una linea di chiusura preventiva delle frontiere all’americana. A interpretare questi due modelli, distinti e distanti nella forma e nella sostanza, sono stati due leader agli antipodi, due figure che — almeno sulla carta — risultano accomunate dall’appartenenza al fronte conservatore: Angela Merkel e Donald Trump.

La Cancelliera è oggi la politica più navigata del Vecchio Continente, si accinge a correre per il quarto mandato e nei suoi anni a Berlino ha saputo plasmare un paese dinamico e competitivo. Donald Trump, viceversa, rappresenta la scheggia impazzita del modello americano, l’outsider nazionalista che ha chiuso la stagione delle grandi dinastie — quella dei Bush e dei Clinton alla Casa Bianca — riscoprendo l’eredità morale di Andrew Jackson. Leggi tutto “Merkel contro Trump: Germania e Usa nel sistema multipolare”

Marcia femminista contro Trump: genesi di un Tea Party politically correct

Un presidente miliardario che ha sconfitto una gioiosa macchina da guerra. Un elettorato che lo apprezza ciecamente, anche quando dice cose sgradevoli. Una “società civile” pronta a levare in aria i cartelli del movimento femminista (e se non ora quando?). E il proletariato profondo che vira a destra in cerca di un lavoro. Non vi ricorda nulla questo schema?

[su_heading size=”16″]La sinistra riscopre il fascino dell’eremo: Washington invasa da attivisti fin troppo liberal[/su_heading]


In principio furono le sette: circoli chiusi dove gli affiliati davano libero sfogo al proprio fanatismo. Poi arrivò internet, la spettacolare era dei social network, e tutto cambiò: spuntarono “le bolle”, cerchie in cui opinioni sempre più simili rimbalzavano da una bacheca all’altra, da un profilo all’altro, da una pagina all’altra, fino a confondere gli utenti, alterando inesorabilmente la percezione del reale.

Passano gli anni, cambiano i nomi, ma gli errori restano sempre quelli, anche in politica. E il dato curioso, in questo mezzo pandemonio, è che gli erranti si somigliano moltissimo. Non ci credete? Leggi tutto “Marcia femminista contro Trump: genesi di un Tea Party politically correct”