Falce e capitali o balle spaziali?

Matteo Renzi incontra la Coldiretti all'Expo
Matteo Renzi incontra la Coldiretti all’Expo

Aria di festa. L’impegno dell’Esecutivo sul fronte delle riforme non si arresta. Anzi, procede a velocità crescente. Lo ha sostenuto Pier Carlo Padoan intervenendo a “The Italy Conference”: “La ripresa – ha sottolineato il ministro dell’Economia – ha elementi strutturali che la rendono stabile“. Non si tratta di una congiuntura positiva ma di un nuovo ciclo, almeno secondo l’esponente del Governo Renzi. Poi il rilancio programmatico: “abbiamo varato diversi provvedimenti per le banche come ad esempio la riforma delle Popolari o la tax deductibility. Dobbiamo rendere l’Italia pronta per la Capital Market Union“. Intanto, in via XX Settembre, si accolgono le rilevazioni dell’Istat con un cauto ottimismo. Certo, la piaga della disoccupazione giovanile non è stata sanata, i dati registrati sono ancora neri per una sana economia occidentale, ma fra gli inattivi – fra coloro che non hanno né cercano un lavoro – diminuiscono gli scoraggiati (-114mila in un anno), soprattutto nel Mezzogiorno e tra i giovani fra i 15 e i 34 anni. Il premier, in visita all’Expo per la festa della Coldiretti nella Giornata dell’Agricoltura, promette di abolire Imu e Irap agricole. Sembra un po’ Berlusconi: ogni platea lo esalta e lui, di rimando, la conquista scandagliandone le peculiarità, sfruculiandone le emozioni. Torna in mente Enzo Biagi, quando diceva del Cavaliere: “se avesse avuto le tette, avrebbe fatto anche l’annunciatrice”.

A rimirar le stelle. La banda grillina ha chiesto l’istituzione di un comitato parlamentare per lo spazio. L’organo dovrebbe essere composto da dieci deputati e dieci senatori, cui dovrebbero aggiungersi i presidenti dei due rami parlamentari. Esso avrebbe il compito di riflettere sulle politiche spaziali e aerospaziali dell’Italia. Va bene che gli si rimproverava l’assenza di una visione d’insieme, ma qui si esagera.

Resistenti agli sputi. Trasformare una condanna in martirio è pratica diffusa in Italia. Qualunque diffamatore seriale ha sempre invocato la libertà d’opinione, gridando al regime o alla censura. Figuriamoci se Beppe Grillo poteva essere da meno. Lui, col suo linguaggio moderato, coi suoi rutti su Cancronesi e altro, è finito sotto la scure di madame Giustizia. La reazione era scontata: “Se Pertini e Mandela sono finiti in prigione potrò andarci anch’io per una causa che sento giusta e che è stata appoggiata dalla stragrande maggioranza degli italiani al referendum” ha detto il tragicomico entrando nel merito del processo. Così la smania di linciare l’avversario diventa una legittima battaglia di testimonianza. Pugni chiusi e vaffanculo: come spiegargli che la demonizzazione è tipica dei regimi e non delle democrazie?

Padre Giuseppe Puglisi
Padre Giuseppe Puglisi
15 settembre
1935: Vengono eseguite le leggi di Norimberga. Agli ebrei di Germania viene tolta la cittadinanza e viene imposto il divieto di matrimoni con i non-ebrei.
1960: Negli Usa viene venduta la prima pillola anticoncezionale.
1982: Nasce Usa Today, il popolare quotidiano americano.
1993: A Palermo viene assassinato don Pino Puglisi, parroco di Brancaccio.

Te la ricordi la Grecia? Ad Atene è andato in scena il secondo dibattito televisivo fra i candidati che domenica prossima si sfideranno per le elezioni nazionali. Il distacco fra Syriza e Nuova Democrazia sarebbe, sondaggi alla mano, di appena un punto percentuale. L’azzardo di Tsipras, insomma, potrebbe non essere ripagato dagli elettori, che in termini di debiti, si sa, sono poco avvezzi a rispettare patti e pronostici da quelle parti. Il rischio, però, è che l’ex premier o il suo rivale, il grigio Meimarakis, debbano fare i conti coi risicatissimi numeri del Parlamento che verrà, costretti ad allearsi con gli avversari che in questo momento stanno demolendo passin passet. Condivisibile, comunque, il giudizio dell’esponente di centro-destra sul capo del Governo uscente: “Non abbiamo mai visto tanti disastri in così poco tempo“.

L’IRA di Corby. Il giudizio di chi scrive sul Governo-ombra di Jeremy Corbyn resta positivo…se solo si trattasse di un Esecutivo degli anni ’70! Il brio e l’eccitazione del suo entourage sono comprensibili e altrettanto apprezzabile è il richiamo della leadership alla partecipazione popolare. Meno lineare è quello velato alla famigerata disciplina di partito, una disciplina che in trent’anni di attività parlamentare Corbyn non ha mai accettato o rispettato. Adesso che è dalla parte di chi può dettare indirizzi e linee programmatiche vorrebbe un supporto fideistico per l’archiviazione del New Labour, quella vocazione moderata che lui stesso sistematicamente boicottava dagli scranni del Parlamento britannico. Che dire, poi, di McDonnell? Un politico convinto che bombe e proiettili dell’Ira abbiano indotto a miti consigli il Governo di Sua maestà. I nuovi dirigenti non sono neppure riusciti a fornire rassicurazioni sul supporto laburista alla causa europea: è questa la banda d’incanottierati che solletica le corde emotive della sinistra italiana. Ferrara ha cercato di spiegarlo ad Ezio Mauro sul Foglio. Tant’è.

À la guerre comme à la guerre. Sui migranti l’Italia mantiene la propria linea: non fare nulla che nulla si sa, per citare un adagio siciliano. Mentre Hollande annuncia raid su Damasco, mentre l’Unione si dissolve come neve al sole, mentre si prende atto che Schengen è stata una bella promessa rispettata a metà, Roma ripesca la bandiera arcobaleno e chiede improbabili mediazioni fra opposte fazioni. Ho cercato di spiegarlo qui.

0 risposte a “Falce e capitali o balle spaziali?”

  1. E nel mentre a Berlino, Londra, New York la bolla formato mongolfiera insiste a gonfiarsi; mai vista una simile palla di debiti e cartaccia in tutta la storia umana. Vediamo quando scoppia, e vediamo cosa rimane dopo il botto. Teniamoci stretti.

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