Fra arcieri di Gaza e pennivendoli di Hamas

hamas_2_0Ho già scritto, la scorsa settimana, qualche spunto sulla pelosa solidarietà occidentale ai martiri della Palestina. Ebbene, in nome di un plumbeo pacifismo tartufesco in Francia si torna ad assistere a manifestazioni di stampo antisemita: farmacie e librerie del centro parigino vengono incendiate o minacciate per il solo fatto di appartenere a cittadini ebrei. Vige una semplificazione squallida e discriminatoria: se sei ebreo, devi essere israeliano, quindi sionista. Per questo meriti di essere punito.

Fosse solo un atto di manifesta imbecillità, soprassiederei volentieri sull’episodio. Invece basta girovagare su internet per scoprire che gli idioti d’oltralpe riscuotono stima e simpatia anche nell’estrema sinistra italiana. Mentre metto nero su bianco queste parole, ho un moto di ripulsa: sì, perché i fratelli Rosselli, Umberto Terracini e tanti altri partigiani ebrei hanno evidentemente offerto invano il proprio tributo di sangue, hanno calcolato male il proprio sacrificio per questa sciagurata repubblica.

Ad Israele s’imputa l’eccesso di difesa. Che sarebbe anche una lamentela legittima, se i padroni del vapore – lungi dallo scrivere sul sofà di casa, magari con una porzione di manicaretti in grembo – fossero impegnati in azioni umanitarie sul campo. Invece nisba, stanno accovacciati fra RaiTre e la7, pronti a redistribuire iniquamente torti e ragioni. O peggio, parafrasando Marek Halter, bruciano negozi a Sarcelles convinti di aiutare un palestinese a Gaza.

Sarebbe sin troppo semplice rammentare al lettore come per mesi nessuna coscienza arcobaleno abbia levato un grido d’indignazione per la situazione in Siria. La sinistra italiana guardava altrove, essendo in altre faccende affaccendata. Ma in un paese che si batte contro le basi militari Nato presenti sul territorio, in una realtà come la nostra, in cui Muos e Sigonella sono oggetto di contesa, come si può imputare agli israeliani di reagire militarmente a una pioggia di razzi? Noi abbiamo il diritto d’indignarci per una presenza silenziosa di truppe straniere, mentre altri – figli di un Dio minore – devono convivere coi terroristi in cerca di vendetta? No, gli scudi umani di Gaza, vere vittime di questo conflitto, meritano una difesa di gran lunga migliore di quella offerta loro da pusillanimi tribuni.

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