Franceschini e il controllo della rete

Il ministro della Cultura ha lanciato la sfida ai giganti dello streaming: vi obbligheremo a valorizzare film e serie made in Italy

L’ultima geniale trovata di Dario Franceschini, ministro della Cultura e plenopotenziario del Pd, è di carattere nazionalista. Il governo italiano “costringerà” Netflix, Amazon Prime e le altre piattaforme on-demand a dare adeguato risalto alle opere italiane. Ci sarà un provvedimento normativo ad hoc per disciplinare l’obbligo e stabilire le sanzioni previste nei confronti di chi sgarra. E l’audience? E il mercato? Beh, chi se ne frega.

Non è la prima uscita estemporanea del Ministro. Nell’estate del 2015, Franceschini propose d’istituire una grande Biblioteca dell’Inedito, un luogo fisico in cui “raccogliere tutti gli inediti che ci sono nel nostro Paese” per preservarne la memoria. Kafka come la signora Pina: in un mondo in cui i libri perdono valore, tutti hanno il diritto di considerarsi letterati.

Si potrebbe optare, a questo punto, per una soluzione intermedia. Su Netflix potrebbe gravare l’obbligo di produrre ogni libro inedito redatto in Italia, scrupolosamente archiviato dal Governo e consegnato all’azienda d’oltreoceano. In tal modo non soltanto si valorizzerebbe la memoria tricolore (CasaPound scansate!), ma si troverebbe un canale per la sua diffusione nel mondo.

Altro che fine vita e ius soli, questo sarebbe il colpo in canna per l’ultimo scorcio di legislatura: il progetto Neuroflix.

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