Il Califfo del vapore: per la stampa liberal l’Isis è una bazzecola

pravda internazionaleInternazionale pesca sempre l’articolo giusto, quello politicamente corretto che consente alla redazione del settimanale italiano di gonfiare il petto, offrendo un taglio ideologico ai propri lettori. Mentre il Parlamento inglese votava l’intervento in Siria, mentre il Partito Laburista si scioglieva come neve al sole innanzi alle spinose questioni di politica estera, la rivista pescava sul Guardian un commento di George Monbiot denso di significato. Questi ha apertamente criticato il Governo di Sua Maestà, reo d’ingaggiare guerre sbagliate. Ma quale Isis e quale Califfato, la priorità – udite e udite –  è l’offensiva contro il cambiamento climatico.

Cameron promette di proteggerci dalle minacce globali, ma allo stesso tempo contribuisce ad aggravare una catastrofe le cui proporzioni fanno impallidire qualsiasi operazione dell’Is. (…) Durante il suo discorso sulla Siria, Cameron ha dichiarato alla camera: ‘La mia prima responsabilità come premier è quella di garantire la sicurezza del popolo britannico’. Ma allora perché ci espone a queste minacce? Perché, in un contesto così incerto, si lancia in una campagna di bombardamenti con grande passione, mentre nelle sue parole a proposito del cambiamento climatico (dove la necessità di agire è palese) non c’è traccia di convinzione?”.

Così facendo si compie il passo decisivo nel dibattito europeo: il problema non è più il fondamentalismo religioso, ché tanto i morti di Parigi sono già nella gloria di Allah, ma l’ignavia contro il nostro perverso modello produttivo. E’ la conclusione perfetta della campagna di autoflagellazione.

La prossima volta che un terrorista vuol essere preso sul serio, faccia un piacere a tutto l’Occidente: la smetta di gridare che Dio è grande, roba demodé, e si scagli contro le emissioni di CO2. Nel medio periodo otterrà un plebiscito.

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