Il vento catalano, la brezza d'Atene e l'ariaccia di Wolfsburg

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Facili entusiasmi. L’elezione di Tsipras annienta la corrente degli intellò alla Varoufakis, quelli che volevano sbattere la porta in faccia ai creditori facendosi comprare dagli stessi un nuovo cancello, cromato e corazzato. E’ la fine della sinistra? Ovviamente no. Paolo Mieli lo ha spiegato con meticolosità sulle colonne del Corriere: “se non ci si vuole abbandonare a una deriva sudamericana, le cose da fare sono pressoché segnate e alla sinistra tocca il compito enorme di farle e di difendere ad un tempo i diritti dei più deboli“. Bene, bravo, bis. Però Syriza resta ancora una forza ostile all’intesa, poco incline al comune sentire europeo, a meno che l’Europa stessa non manifesti la naturale vocazione a salvare la Grecia dal crac finanziario. Per giunta con regolare ciclicità. Da questo movimento politico dipendono, in ultima istanza, le sorti del paese più disastrato del Vecchio Continente. Ora, le autorità comunitarie esultano perché poteva andare peggio. Hollande, in particolare, considera il trionfo greco una vittoria dell’Internazionale. Eppure da qui a dire che il peggio è passato ce ne corre, per questo a Bruxelles mantengono riserbo e prudenza. Non a caso l’Ue ha fissato la prima verifica ad autunno. Concetto chiaro: riforme subito.

Ti spiezo in due. Big Jim torna alla carica. Dalle colonne del suo blog, l’ex ministro delle Finanze di Atene accusa Matteo Renzi: il premier italiano avrebbe interpretato la parte del poliziotto buono per indurre l’ostaggio greco ad accettare il ricatto dei creditori. Così facendo l’ex sindaco di Firenze avrebbe compromesso definitivamente la sua integrità come democratico europeo. E’ il riconoscimento della linea Fassina-Civati. Di questo passo potrà nascere una grande forza proletaria transnazionale dal 2%. So’ soddisfazioni.

Gas Auto. La Volkswagen naviga in acque assai inquinate: mentre il titolo continua a precipitare in Borsa, l’azienda ha annunciato uno stanziamento di 6,5 miliardi di euro per fronteggiare lo scandalo. Troppo? Forse no. Le auto dotate del meccanismo che modificava le emissioni sarebbero 11 milioni in tutto il mondo. Ben più del 400mila e rotte di cui si vociferava ieri.

Papisti d’oltreoceano. Le primarie alle porte scaldano il cuore e la fede dei diversi candidati e la visita di Papa Francesco negli Stati Uniti può diventare la chiave di volta per accalappiare i voti delle comunità cattoliche e dei latinos. Così ciascuno legge nei discorsi del Santo Padre ciò che più gli conviene: Bernie Sanders loda la visione economica del sistema internazionale, Jeb Bush fa appello alla libertà religiosa. Tutto fa brodo. Del resto perché scandalizzarsi? In Italia politici e maître à penser non citano arbitrariamente l’assistenza ai migranti o la protezione della vita, il no alla guerra o il no all’aborto per darsele di santissima e reverenda ragione?

L'angolo della storia. 22 settembre
1943: La resa di Cefalonia, preludio della barbarie nazista contro le truppe italiane.
1994: Debutta sulla NBC la serie televisiva "Friends".
2000: La Fiat dismette la produzione della 126.

Sempre coi soldi altrui. In Catalogna il referendum per la secessione assume tratti surreali. Ragioni di realpolitik indurrebbero alla prudenza: in un mondo sempre più interconnesso e globale, c’è chi pensa che l’identità locale debba prevalere su quella nazionale, tanto da scindersi manco fossimo all’interno del Pd. Si obietterà: se si valuta la situazione in maniera oggettiva, spagnoli e catalani non hanno lo stesso retroterra culturale. Perché casomai sardi e trentini sì? Suvvia, siamo seri, queste quisquilie lasciamole a Salvini e smettiamo d’interrogarci sul futuro in Liga degli uomini di Luis Enrique. L’idea di mettersi in proprio potrebbe avere senso se fosse a costo zero e tacitamente accettata dalle parti. Qui la Corte Costituzionale potrebbe verosimilmente cancellare con un tratto di penna il desiderio espresso da milioni di elettori, lo Stato in nuce si troverebbe fuori dalla moneta unica e non protetto – a livello finanziario – dalle regole della Comunità europea. Come se non bastasse, in cassa non ci sono fondi a sufficienza per pagare le pensioni. Va bene che i temi etici sono importanti, però un’eutanasia di massa sembra ancora un’ipotesi sconveniente, con buona pace del pueblo unido catalano.

Siriani infami. In Russia non si va troppo per il sottile con la campagna di demonizzazione dei profughi siriani. Televisioni, giornali e radio offrono la stessa litania: anziché mettersi in moto e tentare la fuga, perché queste pappemolle non difendono il proprio paese supportando il governo Assad? Magari perché Assad ha usato i gas contro i civili. Magari.

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