Bancarotta di Stato: l’Italia come la Lehman Brothers

L’Italia? Un paese sull’orlo del baratro, una minaccia non soltanto per l’Eurozona ma per i mercati globali. È questo il parere di Desmond Lachman dell’American Enterprise Insitute. Il ritratto offerto è impietoso: l’autore mette in fila i nostri punti deboli e paragona il paese alla Lehman Brothers. Il bivio è sempre quello: riformare il sistema o dichiarare bancarotta.

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  1. Il Lazzaro tedesco

Per l’American Enterprise Institute il 2017 potrebbe essere un anno nefasto per l’Italia: la situazione economica è grave e il rischio contagio per i mercati è alto

Le riforme strutturali si contano sulle dita di una mano e rispetto alla tabella di marcia imposta dalla globalizzazione sono arrivate comunque fuori tempo massimo. Il debito pubblico è un cancro, un macigno avrebbe detto qualcuno, che logora la già bassa produttività del paese: il ritmo di crescita è quello del secolo scorso (1999) e secondo le stime più ragionevoli del Fondo Monetario Internazionale i livelli pre-crisi (2008) potranno essere eguagliati soltanto dopo il 2025.

Le banche, da par loro, detengono un patrimonio di crediti deteriorati che mina la stabilità del sistema e impedisce agli istituti di credito di offrire la necessaria liquidità alle imprese, bloccando così qualsiasi ciclo positivo. Il quantitative easing e il prezzo basso delle materie prime non hanno sortito l’effetto sperato: il cavallo, per quanto dopato, resta un acciaccato ronzino. L’instabilità politica e l’annessa minaccia dei movimenti populisti a ben guardare rappresentano soltanto la ciliegina sulla torta.


L’Italia ritratta dall’American Enterprise Institute, attraverso un focus realizzato da Desmond Lachman, è un paese sull’orlo del baratro, una nazione che si accinge a diventare una minaccia per i mercati globali. Lo Stivale, spiega l’autore, è “troppo grande per essere salvato” e il rischio di un contagio esteso alle altre economie fragili dell’Eurozona è ormai alto. Se a ciò si aggiunge il peso delle obbligazioni di Stato emesse da Roma, l’Italia si candida – suo malgrado – a essere la nazione-Lehman Brothers, una realtà prossima alla bancarotta.

Il Lazzaro tedesco

Destino inesorabile? Non è detto. Nel 1999, rammenta Marco Cecchini sul Foglio, il “malato d’Europa” era la Germania: “Un paese stremato dalla riunificazione con i fratelli dell’est, (…) passato in pochi anni dal quarto all’ottavo posto nella classifica europea del reddito pro capite”. Attraverso un percorso di riforme, Berlino è uscita fuori dalla palude e adesso può guardare con fiducia alle sfide del futuro. Noi stiamo battendo un’altra strada, quella dello smantellamento delle poche cose fatte. Una strada impervia e pericolosa: “la mia spesa è il reddito di un altro” ha sintetizzato con efficacia Mario Sechi.

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