Crisi in Qatar: l’implosione della Santa Alleanza sunnita

L’asse con Teheran tradisce Doha e fa esplodere il conflitto in seno alla “Nato araba” caldeggiata da Trump. Egitto e Arabia Saudita pronte allo scontro

Doveva essere la Nato araba, il punto d’incontro fra le nazioni del Golfo destinate a trovare un’intesa per l’equilibrio regionale. Il progetto promosso da Donald Trump con l’obiettivo d’imporre stabilità alla regione è saltato di fronte alle prime schermaglie tribali, si è dissolto come neve al sole lungo l’asse che oppone sunniti e sciiti.

Il Qatar, stato wahabita come l’Arabia Saudita, è stato additato e isolato dai vicini per i rapporti intrattenuti con le formazioni terroristiche mediorientali. I finanziamenti e il sostegno logistico offerto all’Isis, ad Al Qaeda e alla Fratellanza Mussulmana avrebbero innescato la rabbiosa reazione delle “potenze amiche”, determinate a isolare l’emirato e pronte a rompere – nel giro di poche ore – le relazioni diplomatiche con Doha.

A pesare sulla bilancia è in realtà l’apertura di credito concessa agli sciiti iraniani e, indirettamente, alla galassia di sigle che risponde alla strategia della tensione di Teheran (da Hezbollah ai ribelli di Al Houthi nello Yemen, passando per l’opposizione radicale ad Al Sisi in Egitto).

Gli Usa, dopo aver incoraggiato un’apertura alla repubblica di Khomeini e dopo aver compiuto trecento passi indietro con l’ascesa della nuova amministrazione, si trovano adesso in mezzo al guado. Da un lato ci sono i maggiori esportatori di petrolio, Stati con cui la Casa Bianca ha già trovato un’intesa di massima sotto il profilo dell’estrazione dell’oro nero, siglando anche ricchi contratti per la vendita di armi; sull’altro versante c’è una realtà che vanta grosse partecipazioni nell’economia occidentale e che rappresenta la base logistica più importante per le offensive militari in Afghanistan, un conflitto irrisolto che Washington non può trascurare. Da qui l’appello di ieri alla moderazione dei toni, un appello apparentemente caduto nel vuoto dopo l’implosione della santa alleanza sunnita.

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