Mettete dei fiori nei vostri cannoni: Renzi fa la guerra in Senato, non in Siria

Conferenza stampa di Matteo Renzi
Conferenza stampa di Matteo Renzi

Siriani, testa o croce?Non partecipiamo ad iniziative spot come quelle di Francia e Inghilterra“. Così il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha escluso in maniera categorica la possibilità di un intervento militare italiano in Siria. L’emergenza profughi sarà risolta con un adeguato sistema di accoglienza, combinato con pressioni diplomatiche dalla Farnesina. In tal modo si potrà offrire ai rifugiati libero accesso ai nostri confini, mostrando sì pietas cristiana ma fino al primo tafferuglio, fino al primo caso Palagonia, quello che farà mutare drasticamente ed inesorabilmente gli umori dell’opinione pubblica. Così va il mondo. Nel frattempo dialogheremo con l’Isis e con Assad per vedere quali forze promettono di massacrare in prospettiva il minor numero di civili. Una non-soluzione spot, questa sì, che macchia di ridicolo il curato Gentiloni e che non fa onore a un premier che dovrebbe affrontare di petto l’emergenza umanitaria a Damasco, vieppiù considerando come lo scontro si sia lentamente spostato in Libia, ad un passo dalle nostre coste. Ma la tentazione di prendere la bandiera arcobaleno e girovagare in lungo e largo per i corridoi di Palazzo Chigi con la divisa da boy-scout resta una inclinazione affascinante per la sinistra italiana, incapace di comprendere come la pace debba talora essere difesa con le armi o imposta con l’uso della forza.

Fiorentina al sangue. I vecchi comunisti credevano nel centralismo democratico. Ora non più. Pierluigi Bersani, intervenendo in una trasmissione radiofonica, ha dichiarato che la disciplina di partito non può essere invocata in merito alle modifiche costituzionali. Per la serie: ti azzoppo le riforme con la scusa dei padri costituenti. Sulla legge elettorale “la questione è questa e qui non c’è Bersani – spiega l’ex leader democratico – ma il libero convincimento di un numero di senatori con i quali bisogna discutere e trovare una soluzione. Non mi risultano tentativi di mediazione“. Ricordo, agli smemorati lettori, che l’approvazione di una nuova legge elettorale era la priorità assoluta del Governo Monti e che gli attuali senatori dem di Palazzo Madama, nominati col Porcellum, li scelse proprio la direzione bersaniana del partito. Correva l’anno.

Taglia che ti passa. Il direttore della Tag Innovation School, Alessandro Rimassa, invita a scommettere di più sulle capacità dei giovani italiani. Nel paese che dette i natali a Olivetti, fare impresa non può essere reato, purché la capacità d’innovazione sia incoraggiata e non minata nelle fondamenta. Ecco allora le linee guida suggerite al Governo, in una sorta di crono-programma da realizzare entro il 2020: “Condividere, sperimentare, digitalizzare, rispettare, liberare” sono le parole chiave. Manuale di liberalismo occulto: l’ultimo punto sottintende un taglio delle tasse e una decisa sforbiciata alla produzione normativa. Tipo: creare un Ministero per la Semplificazione che rivendichi i decreti approvati non è esattamente il massimo dei risultati.

Lo show dei record. L’opera di Samantha Comizzoli, “Israele: il cancro“, si caratterizza per i sobri giudizi dell’autrice. La notizia non sta nell’antisemitismo tornato prepotentemente in auge in Italia, un virus che attraversa destra e sinistra nel Vecchio Continente e che spesso si nasconde sotto il velo delle legittime critiche all’esecutivo di Netanyahu. La notizia sta nel patrocinio offerto dalla Giunta di Recanati alla proiezione di simili campagne d’odio. In pochi si sono scandalizzati per la decisione dell’Amministrazione Fiordomo: io sono fra questi. “Non sono i sei milioni di ebrei che mi preoccupano, è che i record sono fatti per essere battuti” (W. Allen).

Un colloquio fra il premier spagnolo, Mariano Rajoy, e quello inglese, David Cameron
Un colloquio fra il premier spagnolo, Mariano Rajoy, e quello inglese, David Cameron

Risiko o rosico? Il Jobs Act vale per i dipendenti pubblici. Sui migranti si tratta con la Francia e con la Germania per dare un contributo concreto, tangibile, per essere in prima linea e fronteggiare l’emergenza. Con l’Inghilterra, invece, si studia una posizione comune per rilanciare la crescita europea e liberare il potenziale del mercato unico. No, non è il Vangelo secondo Matteo, ma il canto di Mariano Rajoy, l’unico primo ministro Mediterraneo a vivere di strategie e non di tattiche. Mercato interno, tecnologia e innovazione, imprese e start-up, relazioni commerciali col resto del mondo: questi gli impegni concordati con Cameron. La Bonafè, a confronto, sembra un’attivista di Podemos.

Sacro e profano. Va bene tutto, per carità, l’umanità è sempre stata dalla parte di Barabba, ma pensare che Papa Francesco – in occasione della sua visita negli Stati Uniti – abbia come naturale contendente Donald Trump pare un tantino ingeneroso per Sua Santità. Non stiamo parlando di Galantino e Salvini, via. Ciascuno ha la sua croce, ma qui siamo ai limiti della persecuzione religiosa.

Manca qualcosa. Tutti attendono la rivoluzione targata Netflix, così Wired ha offerto in anteprima il tariffario previsto per il servizio. Si va dagli 8 ai 12 euro. “Oltre che online e su smartphone, al lancio il servizio sarà incluso sulle smart TV (i modelli compatibili sono oltre 300), tutte le console (Xbox, PlayStation, Wii U), su Apple TV e sulla Vodafone Station“. Sì, ok, ma senza il commento tecnico di Trapattoni…

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