La Corrida siciliana

Programmi, idee e progetti sono tabù. Così abbiamo trasformato le elezioni in un grande concorso pubblico

A poche ore dall’apertura delle urne in Sicilia, in molti stanno cantando il de profundis della politica isolana. Una regione abbandonata a sé stessa, con un debito esorbitante, governata da un manipolo d’incompetenti: è questo il ritratto più indulgente. E così l’occasione del confronto elettorale diventa il pretesto per scrivere lunghi e pensosi editoriali sul degrado imperante a Palermo, sulla questione morale, sugli sprechi e sugli abusi di una “realtà emblematica”.

Per quanto le conclusioni possano sembrare ragionevoli o perfino condivisibili, sarebbe errato procedere lungo questi binari. Sì, perché se la Sicilia versa in queste condizioni, la responsabilità non è soltanto di chi abita nell’isola, ma anche di chi vede in essa una provincia del basso impero, teatro prediletto per un regolamento di conti alla Quentin Tarantino. Leggi tutto “La Corrida siciliana”

Innocenti evasioni: Weinstein & c.

Dall’indignazione popolare al “che palle, quanto vi lamentate” è trascorso davvero poco tempo. Ammettiamolo: le molestie non ci appassionano

Come barche in balìa del mare in tempesta, scorriamo i titoli dei giornali o scrolliamo le pagine dei social sull’onda lunga della nostra emotività. 

Il caso Weinstein ha suscitato indignazione, orrore, e quel “puttanaio” di Hollywood è sembrato d’un tratto teatro di violenza, crudeltà e perversione. L’immaginario collettivo dei festini, della promiscuità prestata alla carriera, quindi libera e volontaria, è stato scosso da una parola forte: stupro. Una parola che troppo spesso viene ignorata nel dibattito pubblico. Leggi tutto “Innocenti evasioni: Weinstein & c.”

Una legge elettorale è per sempre

Siamo l’unico paese in cui la definizione delle “regole del gioco” monopolizza il dibattito pubblico e le prime pagine dei grandi quotidiani

16 novembre 2011. Sono da poco passate le 17. Mario Monti è il nuovo presidente del Consiglio. L’ex commissario europeo ringrazia il suo predecessore, Silvio Berlusconi, e posa per le foto di rito con Giorgio Napolitano, che dal Colle ha benedetto l’operazione.

Che Monti fosse il prescelto era cosa nota ai più: lo stesso presidente della Repubblica, per tranquillizzare i mercati e dare un segnale agli investitori, aveva concesso al professore la nomina di senatore a vita.

Le grida di giubilo si sprecano. Sarkozy manda un messaggio a Palazzo Chigi: “ce la faremo”. Juncker, da Bruxelles, plaude al nuovo ciclo: “è una buona notizia”. In Transatlantico, da destra a sinistra, tutti indossano il loden: Scajola promette il sostegno leale di Forza Italia, Alfano invita all’unità, Letta – ancora plenipotenziario del Pd – parla di ritrovata serenità. Leggi tutto “Una legge elettorale è per sempre”