Boia chi molla la sedia: ogni intellettuale ha diritto al suo scranno

Non se ne può più. Adesso pure Curzio Maltese gioca a fare il rivoluzionario all’Europarlamento. Compagno a Bruxelles e reazionario a Roma, se è vero com’è vero che il buon Curzio non ha alcuna intenzione di lasciare il suo posto a Repubblica, esercitando una sorta di doppio mandato, da un lato statista e dall’altro critico delle istituzioni.

E’ sempre la stessa storia: come già con Barbara Spinelli prima di lui, la candidatura d’eccellenza – la famigerata battaglia di testimonianza – diventa repentinamente una professione, una vocazione ad occupare la poltrona.curzio maltese Perché parlar male della crisi, dire che i popoli non devono scontare le scelte sbagliate dell’alta finanza, è bello solo se hai un doppio stipendio che ti affranca dai bisogni che quella stessa crisi crea. Ci vorrebbe l’arte di Forattini per rappresentare questi intellettuali da salotto in vestaglia di cachemire, pronti a guidare il popolo con un buon cognac fra le mani.

Maltese è uomo simpatico, ha un piglio polemico che esercita con maestria: come sia potuto incorrere in una gaffe del genere è cosa che lascia perplessi. Perché se è legittimo esercitare il proprio diritto di rappresentanza, è deontologicamente discutibile pretendere di analizzare allo stesso tempo la politica interna o comunitaria del proprio Stato, vieppiù da sergente dell’informazione, da fustigatore accanito rispetto ai cattivi vezzi della politica nostrana. Leggi tutto “Boia chi molla la sedia: ogni intellettuale ha diritto al suo scranno”

Stato assassino: la stampa laida dall’eskimo alla coppola

La vicenda del diciassettenne napoletano, tragicamente morto in seguito a un colpo d’arma da fuoco sparato da un carabiniere, spiega bene il cortocircuito nell’informazione italiana. carabinieri2La Campania è la terra dei fuochi, una zona franca della legalità in cui la malavita cresce in maniera pervasiva. Lo fa all’ombra del potere, corrompendo e blandendo le istituzioni, nonostante le energie positive che quella stessa terra è in grado di sprigionare. Come un coleottero maligno che si annida nel cuore delle piante per poi spolparle da dentro, così la camorra prosciuga lentamente le forze della comunità partenopea, stremandola, facendo credere alla cittadinanza di essere sempre stata lì, di essere una garanzia dell’ordine costituito, un presidio d’autorità. La camorra ti difende, lo Stato ti lascia solo: è questa la metastasi che distrugge qualsiasi anticorpo legalitario. Il caso di Davide Bifolco lo testimonia. “La camorra non avrebbe mai ucciso un ragazzo di 16 anni, lo Stato sì” ha affermato candidamente la cugina, segno di un retaggio che non ha nulla a che vedere col dolore dettato dal momento. Leggi tutto “Stato assassino: la stampa laida dall’eskimo alla coppola”

La loro ragione d'essere è l'esistenza stessa degli Usa

I cadaveri decapitati dei giornalisti occidentali non sono corpi inermi di vittime innocenti: sono un simbolo. Il rituale macabro del video, la costrizione fisica cui vengono sottoposte le vittime, la retorica jihadista infarcita di minacce rappresentano gli elementi coreografici di una perversa liturgia, un ceffone sul grugno dei benpensanti europei.

L’Isis ha uno scopo politico: istituire il califfato. Può sembrare anacronistico soltanto se si guarda alla prospettiva mediorientale da un salotto romano, magari su un televisore in HD. Dietro le parole cariche d’odio, dietro lo sguardo livoroso ed il coltello da macellaio ci sono  pilastri di un revanscismo culturale anti-occidentale, un revanscismo che non rinuncia alla modernità ma disprezza il secolarismo. Del ramoscello d’ulivo offerto da Obama, i tagliagole non sanno che farsene. La loro stessa ragion d’essere contrasta con la sopravvivenza dell’Impero Americano, il Grande Satana di khomeiniana memoria. Leggi tutto “La loro ragione d'essere è l'esistenza stessa degli Usa”