Gargarismi garantisti

Italy's former prime minister Silvio Berlusconi attends a session at the Senate in RomeSecondo Francesco Verderami, il giudizio emesso ieri dalla Corte d’Appello di Milano sul caso Ruby riscatta la figura di Berlusconi di fronte al tribunale della Storia. Basta poco: un colpo di spugna e via, vent’anni di vicende giudiziarie finiscono nell’oblio. Ora, con tutto l’affetto per il notista del Corriere, ci sembra una lettura alquanto generosa. E dire che da queste parti l’uomo di Arcore non è mai stato additato come il figlio del demonio.

Tuttavia, da destra, premiamo il merito come valore aggiunto per cui diamo a Cesare quel che di Cesare. Allo stato attuale l’ex premier risulta: amnistiato per falsa testimonianza; prescritto due volte per corruzione giudiziaria, quattro per falso in bilancio, una per rivelazione di segreto d’ufficio e una per finanziamento illecito ai partiti; condannato con sentenza definitiva a quattro anni per frode fiscale, falso in bilancio (ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?) e appropriazione indebita; imputato per corruzione di senatori e indagato per induzione alla falsa testimonianza. Un mix di tutto rispetto. Leggi tutto “Gargarismi garantisti”

Silvio è vivo e Letta insieme a noi

Diciamo le cose come stanno e fughiamo i luoghi comuni: a noi italiani Berlusconi conviene. Conviene, sissignore. Perché in fondo quattro sono gli argomenti che affrontiamo con arguzia e con cipiglio: il calcio, la politica, le donne e la televisione. E Berlusconi, bontà sua, ci va a genio perché racchiude in sé tutte le categorie. Di più: divide la platea in due. O stai con quelli che danno di gomito alla battuta sull’orchidea, o inorridisci di fronte a ciò che Eduardo De Filippo avrebbe opportunamente definito “guaglionesca scostumatezza”.

Il fatto che le tesi accusatorie della Boccassini si siano rivelate piuttosto fragili non ci tange minimamente. Se condanna doveva essere, qualcuno avrebbe protestato contro le solite toghe rosse, i nostalgici di Stalin; fintantoché assoluzione è stata, giù a dare di matto fra cospirazionisti (“avrà pagato la sentenza?”) e reprobi (“resta un maiale”). E’ così dai tempi di Guareschi. Leggi tutto “Silvio è vivo e Letta insieme a noi”

Gaza come San Siro: chi non salta è israeliano

C’è qualcosa di pruriginoso nella campagna online per la liberazione della Palestina, qualcosa di falso, di stonato, nel pietismo che suscitano le vittime dei raid israeliani. Perché l’ostentazione di scatti che naufragano nel dolore dei corpi è in sé un atto tremendamente indiscreto e se esso  non è compiuto con una certa solennità, con profonda pietas, ogni buona istanza, ogni buona ragione, finisce col cedere il passo alle più bieche strumentalizzazioni.

La condivisione sui social-network di scatti rubati alla guerra dovrebbe aprire una questione morale, invece emerge un fastidioso moralismo spicciolo, un antisemitismo mascherato che mira ad evidenziare la discriminante fra buoni e cattivi, trascurando del tutto torti e ragioni. Come ebbe a dire Amos Oz, l’essenza di questa tragedia è che a scontrarsi siano due diritti egualmente validi, diritti che inesorabilmente finiscono per confliggere. Leggi tutto “Gaza come San Siro: chi non salta è israeliano”