La loro ragione d'essere è l'esistenza stessa degli Usa

I cadaveri decapitati dei giornalisti occidentali non sono corpi inermi di vittime innocenti: sono un simbolo. Il rituale macabro del video, la costrizione fisica cui vengono sottoposte le vittime, la retorica jihadista infarcita di minacce rappresentano gli elementi coreografici di una perversa liturgia, un ceffone sul grugno dei benpensanti europei.

L’Isis ha uno scopo politico: istituire il califfato. Può sembrare anacronistico soltanto se si guarda alla prospettiva mediorientale da un salotto romano, magari su un televisore in HD. Dietro le parole cariche d’odio, dietro lo sguardo livoroso ed il coltello da macellaio ci sono  pilastri di un revanscismo culturale anti-occidentale, un revanscismo che non rinuncia alla modernità ma disprezza il secolarismo. Del ramoscello d’ulivo offerto da Obama, i tagliagole non sanno che farsene. La loro stessa ragion d’essere contrasta con la sopravvivenza dell’Impero Americano, il Grande Satana di khomeiniana memoria. Leggi tutto “La loro ragione d'essere è l'esistenza stessa degli Usa”

Vaffaleaks, le verità nascoste

Eccolo qua, l’ultimo fenomeno dei 5 Stelle. Dopo Mr. “sarò breve e circonciso”, monsieur  “Stato civile? Nubile” e lord “microchip cerebrale”, un altro campione si è fatto largo nell’esercito di Grillo. Davide Bono ha avuto il coraggio di esprimere ad alta voce un dubbio che serpeggiava da giorni fra i militanti della base: James Foley, il giornalista assassinato in Iraq, non sarebbe morto. davide bonoIl video della decapitazione, in realtà, potrebbe essere una montatura realizzata ad arte per dar lustro alla visita di Matteo Renzi a Baghdad. Ed in effetti il motivo che avrebbe dovuto spingere un tagliagole a incappucciarsi di fronte ai media di tutto il mondo, proprio nel momento di massima visibilità, non è chiaro: avremmo capito se si fosse trattato di un elettore del Pd, ma fra criminali non è d’uopo.

Affascinato da questa ardita ricostruzione, ho anch’io preteso la tessera del Partito Che Sa  Lunga. Esercitando una certa moral suasion, ho così instaurato contatti coi servizi segreti yazidi. Questi, tramite una quaglia viaggiatrice miope e tachicardica, mi hanno passato sottobanco alcuni dossier scottanti, che oggi sottopongo in versione inedita all’attenzione dei lettori. Leggi tutto “Vaffaleaks, le verità nascoste”

Spinelli scioglie il dubbio di Moretti: si nota di più se non viene

L’Altra Europa, quella con Tsipras, è rimasta in Grecia, sul lungomare di Santorini. O forse si è trasferita alle Baleari, dove la movida si sposa ancora con la nostalgia zapaterista. Di certo non passa da Bruxelles, se è vero com’è vero che la straordinaria Saint-Just delle ultime elezioni, madame Barbara Spinelli, da fine intellettuale ha visitato il Parlamento in cui è stata eletta soltanto nella giornata inaugurale, collezionando così tre votazioni su trentanove. In termini percentuali si è espressa il 7,69% delle volte: una cifra di tutto rispetto, quasi il doppio rispetto alle preferenze complessive conquistate dal suo gruppo nel paese. Ecco spiegato il concetto di proporzionale caro alla sinistra radicale.

Certo, il messaggio che ne vien fuori non è granché edificante: se monti una canea interna pur di mantenere una carica che da principio volevi ricusare e poi non eserciti il mandato, la base può legittimamente sentirsi incazzata e può perfino ravvisare gli estremi di una sofisticata presa per il culo. Ma tant’è. Madame Spinelli non deve dare conto a nessuno delle sue scelte o delle sue assenze.

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