La sottile strategia di Hamas

Marco Longari Gaza
Foto di: Marco Longari/AFP/Getty Images

Una puntuale ricostruzione sulla strategia bellica messa in campo da Hamas l’ha realizzata, con la consueta precisione, Richard Landes sulle colonne dell’American Interest. E’ una strategia articolata, che paga in ogni caso e si basa su alcuni punti fondamentali. Leggi tutto “La sottile strategia di Hamas”

Culla di civiltà?

Parigi, L’Aja, Roma, Berlino. Praticamente filotto. Adesso possiamo scriverlo senza troppi giri di parole: l’intera Europa è stata attraversata da manifestazioni di piazza per la “Palestina libera”, il mito dietro cui spesso si cela un’ondata di ripugnante antisemitismo. Non urlano, lor signori, “pace in Medioriente”, non esibiscono striscioni contro i razzi lanciati da Hamas. No, la condanna è unilaterale, secca, decisa. E se gli organizzatori di questi spettacoli, osceni e folkloristici al contempo, non fossero dei pusillanimi devoti al politicamente corretto, verrebbe almeno da riconoscergli il pregio della coerenza, quell’insana follia luciferina che in altri tempi animò l’ardore cupo delle camicie brune.

Purtroppo, però, prevale la malizia, la voglia di dire e non dire, di ammiccare ai razzisti della prima ora lustrandosi almeno un poco la coscienza, con fare democratico. Sono le dinamiche di un pacifismo a targhe alterne, cencioso e stucchevole, di chi predica il cessate il fuoco non per soccorrere le vittime, ma per imbrigliare la parte forte, nella speranza che l’altro contendente in gioco sappia cogliere al volo l’opportunità per bastonare. E’ lo spirito squadrista, nulla più. Leggi tutto “Culla di civiltà?”

Regola base: se non hai lettori, muori

unitàMentre La Stampa e il Secolo XIX ratificano un’alleanza editoriale, dando così vita ad una società – la Italiana Editrice – che tenterà di fronteggiare i colossi della carta stampata, l’Unità, lo storico quotidiano fondato da Antonio Gramsci, rischia definitivamente di chiudere i battenti.

Naturalmente quando un’impresa salta è sempre una brutta cosa, vieppiù per i lavoratori che ad essa hanno dedicato tempo ed energie. Ad ogni modo, la fine delle pubblicazioni è un’eventualità possibile, un rischio sancito dal mercato allorquando si decide di dar vita ad un prodotto editoriale.

Questo dato banale è stato puntualmente ignorato dai corifei del pensiero radical-chic. Si è detto da più parti che l’Unità non può chiudere perché in una società democratica il pluralismo dell’informazione non dev’essere trattato come una merce comune. E qui casca l’asino: nei circoli buoni, nella Repubblica di Salotto, si pretende di tenere in vita testate a dispetto del parere dei lettori, operazione ridicola e tendenzialmente nociva per il contribuente, chiamato a versare un obolo in più per una causa in cui nessuno sembra credere.

L’affermazione del gruppo Espresso-Repubblica ha profondamente mutato gli equilibri nel settore. Quotidiani quali l’Avanti, l’Unità, il Manifesto e Paese Sera hanno registrato dapprima un crollo verticale delle vendite e subito dopo una marginalità concettuale. In altri termini, il trionfo di Scalfari ha eroso il potenziale critico di queste testate, che hanno assistito impotentemente alla nascita di un gigante simile al Saturno di Goya, ossia pronto a divorare i suoi figli. E’ il mercato, bellezza. Leggi tutto “Regola base: se non hai lettori, muori”