Spinelli scioglie il dubbio di Moretti: si nota di più se non viene

L’Altra Europa, quella con Tsipras, è rimasta in Grecia, sul lungomare di Santorini. O forse si è trasferita alle Baleari, dove la movida si sposa ancora con la nostalgia zapaterista. Di certo non passa da Bruxelles, se è vero com’è vero che la straordinaria Saint-Just delle ultime elezioni, madame Barbara Spinelli, da fine intellettuale ha visitato il Parlamento in cui è stata eletta soltanto nella giornata inaugurale, collezionando così tre votazioni su trentanove. In termini percentuali si è espressa il 7,69% delle volte: una cifra di tutto rispetto, quasi il doppio rispetto alle preferenze complessive conquistate dal suo gruppo nel paese. Ecco spiegato il concetto di proporzionale caro alla sinistra radicale.

Certo, il messaggio che ne vien fuori non è granché edificante: se monti una canea interna pur di mantenere una carica che da principio volevi ricusare e poi non eserciti il mandato, la base può legittimamente sentirsi incazzata e può perfino ravvisare gli estremi di una sofisticata presa per il culo. Ma tant’è. Madame Spinelli non deve dare conto a nessuno delle sue scelte o delle sue assenze.

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Ma quale tagliagole, Di Battista è un saltimbanco

M5S - corteo di protesta per l'elezione Presidente della Repubblica NapolitanoDi fronte all’incendio che divampa in Iraq, si possono assumere due atteggiamenti: il primo è quello responsabile, di chi vuol spegnere il focolaio ed evitare che le fiamme si propaghino; il secondo è quello tafazziano, di chi cerca di capire come sia scoppiato l’incendio proprio mentre il calore inizia a blandire i suoi piedi. Pompieri o filosofi, questa è l’alternativa.

Alessandro Di Battista non è un terrorista e non sta dalla parte dei tagliatori di teste. Fughiamo i luoghi comuni e lasciamo tali boutade ai pentastelluti, sempre in cerca di un capro espiatorio: la sua riflessione non è un inno al jihad. E’, più sommessamente, una gigantesca castroneria, una cialtronata basata su un’analisi parziale sia dal punto di vista storico, sia dal punto di vista culturale.

Dopo aver riassunto le fasi del conflitto con fare “wikipediano”, ignorando totalmente gli elementi tribali della guerra in corso, Di Battista si lascia andare a dotti giudizi: Powell, afferma il grillino, ha mentito all’opinione pubblica mondiale e le sue colpe non sono meno gravi di quelle dei terroristi. C’è bisogno di discutere di una simile scempiaggine? L’attentato alle Torri Gemelle ha creato condizioni tali che una cricca potesse emergere, varando un disegno geopolitico di stampo egemonico. Roba da parlamentari che credono nei microchip cerebrali. Leggi tutto “Ma quale tagliagole, Di Battista è un saltimbanco”

In difesa degli ebrei: Le Pen spezza le catene del Fronte e punta all’Eliseo

Francia: elezioni locali, nel sud Fronte nazionale in testa
Foto: Ansa / Yoan Valat

Il tema del parricidio in politica non è certo una novità. Un paese come il nostro, che ha vissuto una pur blanda “rottamazione” invocata dall’attuale Presidente del Consiglio nell’ottica del ricambio generazionale, lo sa bene. Certo, da italiani abbiamo fatto prevalere le nostre peculiarità: abbiamo tentato di moderare i toni, di sfumare le posizioni, fino a rendere le fratture quasi inesistenti. Il metodo Cencelli, la spartizione delle cariche secondo logiche correntizie, ha sicuramente agevolato l’opera di ricostruzione degli equilibri perduti al Nazareno, così il Pd ha potuto celebrare l’ascesa di Orfini alla presidenza dopo la sbiadita parentesi cuperliana.

In Francia si è tornato ad invocare “l’assassinio del padre” come tema all’ordine del giorno, perché Marine Le Pen – leader del Fronte Nazionale – rompendo gli indugi ha definitivamente accantonato l’antisemitismo del suo predecessore, storicamente schierato in difesa della causa palestinese. E’ il punto di non ritorno perché sancisce la trasformazione del Fronte in qualcosa di diverso.

Se esiste una Ligue de défense juive, significa che un gran numero di ebrei si sente in pericolo. Sentono che in Francia si sta affermando un nuovo antisemitismo, innescato dalle conflittualità tra comunità” ha affermato la segretaria del più importante movimento dell’estrema destra europea. Una rivoluzione a tutto tondo, che sancisce la definitiva erosione dei rapporti familiari. Non a caso Jean Marie, sabato scorso, aveva tentato di rivendicare il sostegno incondizionato alla causa di Hamas, un sostegno peraltro già espresso nel recente passato in numerosi interventi pubblici. Leggi tutto “In difesa degli ebrei: Le Pen spezza le catene del Fronte e punta all’Eliseo”