Piovono quattrini: Putin finanzia la destra europea

c8c48-berlusconi-putinL’estrema destra europea riceve finanziamenti dagli eredi dell’Unione Sovietica. Può sembrare un paradosso per chi ha condotto tante battaglie contro il nemico bolscevico, eppure è realtà. Una forma di realpolitik esasperata all’ennesima potenza. Vladimir Putin sa bene che un’Unione compatta sul fronte occidentale potrebbe creare problemi all’orso russo ed è consapevole delle difficoltà che si profilerebbero all’orizzonte per Mosca, qualora dovesse crearsi un momento di tensione con Washington. Meglio trovare alleati sul fronte diplomatico e creare contestualmente una fronda interna nelle società civili europee. E’ l’adozione del divide et impera, utile se non altro per recuperare smalto. Lo provano i nove milioni di euro concessi alla Le Pen tramite una banca ceca, lo prova la simpatia di cui sembra godere perfino un tipo come Salvini, solerte nel mettersi in fila di fronte al bancomat dell’Est.

La ritorsione contro i governi ostili segue un copione rodato negli anni del Kgb: ciò che non puoi conquistare con la forza, prova a comprarlo con i rubli. Pecunia non olet. E se i delicati rapporti che Gazprom intreccia coi paesi dell’Europa orientale restano avvolti nel mistero, i finanziamenti alle liste, ai movimenti, financo ai think-tank del Vecchio Continente possono rivelarsi una manna insperata. Del resto chi riscuote non sembra manifestare imbarazzo: Putin si è reso artefice di una battaglia contro gli omosessuali che ha ottenuto successo nell’Internazionale Nera. Xenofobi ed euro-scettici possono così soprassedere sulle violenze perpetrate dal regime. Perfino la Lega, federalista per forza di cose ma secessionista nell’anima, si guarda bene dal difendere il diritto all’autodeterminazione della Cecenia. Sono mussulmani in fondo, tutto fa brodo.

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