Spagna bloccata: non c’è accordo fra popolari e socialisti

Il confronto fra Rajoy e Sanchez si è risolto con un nulla di fatto. Il documento presentato dal premier facente funzioni è stato rispedito al mittente: così la Spagna resta paralizzata nella morsa dell’instabilità

Il confronto fra Rajoy e Sanchez si è risolto con un nulla di fatto. Il documento presentato dal premier facente funzioni è stato rispedito al mittente: così la Spagna resta paralizzata nella morsa dell’instabilità

L’impasse non si sblocca: il confronto fra il Partito Popolare di Mariano Rajoy e i socialisti di Pedro Sanchez non ha portato a un’intesa per la definizione del nuovo Governo iberico.

Rispetto all’ultimo burrascoso incontro, con la mancata stretta di mano fra i due, i toni sono apparsi più distesi, ma la vittoria indiscutibile dei moderati nelle elezioni del 26 giugno non ha spinto la controparte socialista a trovare un accordo programmatico per iniziare la legislatura. Neanche i sondaggi di El Pais hanno smosso Sanchez.

L’establishment del Psoe teme che un sostegno esterno all’Esecutivo possa danneggiare, nel medio periodo, l’appeal del partito nei confronti del proprio elettorato oltranzista, indisponibile a una trattativa e sensibile ai richiami di Podemos. E se nell’ultima tornata il sorpasso è stato scongiurato, non è detto che il pericolo non possa ripresentarsi alle prossime elezioni.

D’altra parte neanche Rajoy è interessato a vivere alla giornata: il presidente facente funzioni vorrebbe un mandato pieno, un programma condiviso con una maggioranza allargata a Ciudadanos, sul modello tedesco della Grossa Coalizione.

Sanchez ha evidenziato come una terza votazione non sia in discussione, ché il paese ha bisogno urgente di un Governo. Sulla formazione di quest’ultimo, però, non sono arrivati spunti degni di nota. Il vertice politico si è risolto con un nulla di fatto.

Per imprimere un’accelerata alla trattativa, Rajoy ha presentato nelle ultime ore un documento alle parti potenzialmente interessate a formare un Esecutivo di scopo, proposta rispedita al mittente dai socialisti che hanno definito il progetto “molto generico e poco ambizioso”.

Secondo quanto trapelato dagli ambienti del Psoe, il progetto di Rajoy riproponeva tutti i temi della campagna elettorale del Partito Popolare: soluzioni inammissibili per i socialisti che hanno percorso in lungo e largo il paese invocando discontinuità.

Anche Ciudadanos resta alla finestra. Alberta Rivera, il presidente del movimento fondato nel 2005, si è detto disposto a mediare fra i due poli, ma ha evidenziato come tale mediazione potrà avvenire soltanto dopo il giuramento di Rajoy, sulla base dei programmi che verranno presentati in Parlamento dai banchi del Governo. Peccato che Rajoy non abbia i numeri per insediarsi: e si ritorna al punto di partenza come nel gioco dell’oca.

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