I MAGNIFICI SETTE. La Cina liberista e l’America dei dazi

Pechino come patria del liberismo, Washington agli amanti del dazio. La settimana trascorsa ci consegna un mondo alla rovescia: i migliori pezzi per capire cos’è accaduto

[su_heading size=”16″]Parte oggi una nuova rubrica: “I magnifici sette”. Ogni sabato analizzeremo un argomento apparso sull’agenda della settimana attraverso la lettura incrociata di sette pezzi d’attualità. Sperando di rendere ai lettori un servizio di qualità, non resta che augurarvi una buona lettura[/su_heading]


La settimana che si è appena conclusa non è stata soltanto la settimana dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Prima dell’ingresso nello Studio Ovale del quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti si è tenuto, a Davos, il World Economic Forum.

Nel cuore del Canton Grigioni, una ridente località elvetica, gli analisti economici e finanziari hanno applaudito la nuova star del liberismo mondiale: Xi Jinping. Non è un caso di omonimia. Il segretario generale del Partito Comunista Cinese, presidente della Repubblica popolare, è stato festeggiato come la star dell’evento. Surreale.

Alex Barbera, sulla Stampa di Torino, ha tracciato un affresco pittoresco del vertice: [su_quote]Nell’angolo più cementificato delle Alpi svizzere arriva il nuovo alfiere della globalizzazione, il presidente cinese Xi Jinping. Il messaggio del leader all’Europa è chiaro: se volete il mercato, il mercato siamo noi. L’avreste mai detto? La Cina dei diritti negati, delle censure a internet e delle restrizioni ai movimenti di capitale si propone al mondo come argine all’isolazionismo americano.[/su_quote]

Ma chi lo ha voluto questo maledetto isolazionismo? Facciamo un passo indietro e torniamo dalle parti di Washington DC. Leggi tutto “I MAGNIFICI SETTE. La Cina liberista e l’America dei dazi”

Il tavolo cinese: la partita a scacchi fra Trump e Xi Jinping

La bilancia commerciale divide Washington e Pechino: le importazioni dall’Oriente minano la solidità dell’economia americana. E “The Donald” non ci sta…

Chi ha detto che i rapporti di forza fra Cina e Stati Uniti debbano rispecchiare l’equilibrio del passato? Donald Trump, nel corso dell’ultima campagna elettorale per le presidenziali americane, ha accusato Pechino di praticare concorrenza sleale sotto il profilo economico, ventilando l’ipotesi di un dazio del 45% sulle importazioni cinesi. Una minaccia da cui ha tratto giovamento politico: come ha notato Nate Silver, infatti, “la lista degli stati dove Trump ha vinto è perfettamente sovrapponibile a quella identificata dall’economista del Mit, David Autor, come la mappa degli stati dove maggiore è stato l’impatto delle importazioni cinesi”. Trump ha toccato un nervo scoperto, intercettando e cavalcando il malessere espresso dall’opinione pubblica americana. Leggi tutto “Il tavolo cinese: la partita a scacchi fra Trump e Xi Jinping”

Da Pechino a Berlino: così finisce “il secolo americano”?

Il timore che gli Usa tirino i remi in barca è forte. L’ordine, però, va preservato: Cina e Germania non vogliono archiviare la stagione liberista

Falchi o colombe? Neocon o alt-right? L’Europa s’interroga sulla squadra di governo del presidente Trump, uomini e donne chiamati a guidare il nuovo corso americano. All’analisi rigorosa, però, vengono preferite le vecchie etichette del Novecento, gli abiti stretti del secolo scorso. Le domande anacronistiche rivelano la confusione prevalente: Trump è di destra o di sinistra? Il suo entourage sarà figlio del vecchio establishment o ne rappresenterà la nemesi? È lo spaesamento dei media di fronte al tycoon d’oltreoceano, l’incapacità di riflettere su un dato fin troppo banale: Trump è Trump e la sua amministrazione, come ogni altra, risponderà agli interessi della base. Leggi tutto “Da Pechino a Berlino: così finisce “il secolo americano”?”