Today’s news – rassegna stampa 3 novembre 2016

Da lunedì a venerdì, alle 07.30, fatti del giorno, indiscrezioni e curiosità. La tua bussola sul web.

L’Italia ferita

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha corretto la prima valutazione, offerta martedì, sulla deformazione del terreno a seguito delle scosse. L’area colpita non sarebbe di 130 chilometri quadrati, ma di 1000. A rivelarlo le immagini del satellite radar Sentinel 1.

Tom Jordan, direttore del Centro per i terremoti della University of Southern California, propone l’adozione di modelli matematici per calcolare la probabilità del ripetersi degli eventi catastrofici.

I soldi per la ricostruzione

I fondi per gestire l’emergenza terremoto ci sono. Matteo Renzi, dai microfoni di Radio24, ha ribadito l’impegno dell’Esecutivo per superare ogni difficoltà. Le critiche sulle stime generiche offerte dal Governo sono state rispedite ai mittenti: “non c’è uno stanziamento puntuale perché non si sa ancora ancora quanto ci servirà”, ha affermato il presidente del Consiglio ricordando come il piano pluriennale della legge di bilancio preveda 3 miliardi per il 2017 e 5 o 6 miliardi per l’anno successivo. Leggi tutto “Today’s news – rassegna stampa 3 novembre 2016”

Today’s news – rassegna stampa 2 novembre 2016

Da lunedì a venerdì, alle 07.30, fatti del giorno, indiscrezioni e curiosità. La tua bussola sul web.

La terra trema ancora

Alle 8.56 di ieri mattina una nuova magnitudo di 4.8 gradi ha scosso il Centro Italia. L’epicentro è stato registrato nella provincia di Macerata, fra i comuni di Acquacanina, Fiastra e Bolognola. Dal 30 ottobre, fa sapere l’Ingv, sono più di 1100 gli eventi sismici registrati nell’area. Grazie all’uso dei satelliti, i ricercatori del Cnr hanno rilevato le deformazioni del suolo: il direttore Riccardo Lanari ha spiegato come l’area colpita si estenda per circa 130 chilometri quadrati.

Ricostruiremo tutto in tempi veloci” ha detto il premier agli sfollati di Preci, prima di partecipare alla celebrazione della messa di Ognissanti nel Comune colpito dallo sciame. Una missione difficile: secondo il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, le case lesionate sarebbero quasi 200.000.

  • Sergio Mattarella ha fatto sapere che anticiperà il rientro in Italia per far visita agli sfollati.
  • Il Guardian piange il patrimonio perduto: una tristezza per tutti.
  • I 62 Comuni colpiti dal terremoto ospitano circa 11.000 aziende. L’appello del direttore del Sole24Ore a non abbandonare i centri nevralgici della manifattura.

Leggi tutto “Today’s news – rassegna stampa 2 novembre 2016”

Da Bush all’Isis: vuoi vedere che avevano ragione i neocon?

Il disimpegno dall’Iraq ha spostato il baricentro d’azione dei terroristi e la primavera siriana ha fatto il resto. Serve immediatamente una rivoluzione tattica: forza e intelligence per vincere la sfida


Il disimpegno dall’Iraq ha spostato il baricentro d’azione dei terroristi e la primavera siriana ha fatto il resto. Serve immediatamente una rivoluzione tattica: forza e intelligence per vincere la sfida

Quando George W. Bush organizzò la guerra ad Al Qaeda, la politica del first strike fu duramente contestata dall’intellighenzia mondiale. L’idea che un’America ferita potesse adottare una strategia muscolare inorridiva le pie coscienze dell’Onu: così, nel momento in cui Kabul e Baghdad finirono nel mirino del Dipartimento di Stato, il coro delle prefiche ripescò dagli armadi la bandiera arcobaleno o qualche orpello post-sessantottino per criticare il regime fascista di Washington.

Eppure i neoconservatori erano stati abbastanza chiari: di là dalla patacca delle armi di distruzione di massa, l’idea americana era cinica e rooseveltiana al tempo stesso. Da un lato, infatti, la Casa Bianca credeva fermamente nell’assunto storico per cui due democrazie non si sarebbero mai fatte una guerra e instillare il germe della libertà civile sembrava, all’epoca, una sfida a portata di mano; dall’altro, con crudo realismo, Bush ipotizzava di spostare in Medioriente il terreno dello scontro, così difficilmente l’America avrebbe assistito a nuovi attentati nel proprio cortile di casa. Con una pseudo-operazione di polizia internazionale, volta a disarcionare regimi teocratici e vecchie satrapie, si potevano prendere due piccioni con una fava, anche se quella fava era difficile da digerire in patria, visto il sacrificio in termini di vite umane richiesto ai marines. Leggi tutto “Da Bush all’Isis: vuoi vedere che avevano ragione i neocon?”