Scissione Pd: perché ha già vinto il caminetto. La vera partita e il ritorno della Ditta

La scissione è imminente, la frattura insanabile. La minoranza del Pd ha tratto il dado ed è pronta ad abbandonare Renzi al suo destino per inaugurare una fase nuova. Il rimprovero mosso al segretario è di aver trasformato il partito in una realtà centrista, ma la rottura umana si è consumata sul controllo della direzione e sulla volontà dell’ex premier di andare subito a congresso. Con un occhio alla compilazione delle liste per le prossime elezioni…

La conferenza programmatica viene prima o dopo il congresso? Cosa c’è dietro la spaccatura dem…

Con una nota congiunta consegnata alla stampa nel tardo pomeriggio di ieri, la minoranza del Pd, salvo ripensamenti dell’ultima ora, ha annunciato la scissione. Roberto Speranza, Ernesto Rossi e Michele Emiliano hanno puntato l’indice contro il segretario uscente – Matteo Renzi – accusato di aver accolto con freddezza le istanze critiche espresse dalla base.

È soltanto l’ultimo capo d’accusa rivolto all’ex sindaco di Firenze, reo di aver trasformato il partito in una realtà neocentrista. Inseguendo il blairismo con vent’anni di ritardo, Renzi avrebbe promosso da Palazzo Chigi una serie di misure inconcludenti o nocive agli occhi dei vecchi militanti (dal Jobs Act alla Buona Scuola), regalando voti alle forze populiste. Leggi tutto “Scissione Pd: perché ha già vinto il caminetto. La vera partita e il ritorno della Ditta”

Ritorno al futuro: lo spettro della scissione Pd e il profumo di proporzionale

La schizofrenia in casa Pd è il preludio alla scissione. Un riflesso psicologico prima ancora che politico, una scelta che potrebbe avere almeno un effetto immediato: dare campo libero alle destre e regalare al paese una sinistra culturalmente minoritaria

La Cosa Rossa dovrebbe riproporre l’antica distinzione fra Ppi e Ds. A sinistra, però, il traffico è intasato: Fassina, Civati e la minaccia Pisapia

Nella giornata di ieri l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha presentato il progetto politico del “Campo Progressista”, il movimento sorto alla sinistra del Pd che aspira ad instaurare un rapporto costruttivo con l’establishment renziano. Il minimo comune denominatore della nuova partnership elettorale dovrebbe essere un programma condiviso, che consenta di spostare l’asse politico del Governo dispensando Alfano e Verdini dal ruolo di interlocutori privilegiati. Leggi tutto “Ritorno al futuro: lo spettro della scissione Pd e il profumo di proporzionale”

Senza Direzione: il Pd va in ordine sparso

Da Renzi a Cuperlo, da Bersani a Orlando: il Pd è in stato confusionale. Vecchie diatribe e problemi storici irrisolti tornano all’ordine del giorno. Cosa serve? Fare i conti con la realtà

Gli appunti sul mio taccuino dopo il confronto in casa Dem

Sulle vicende del Partito Democratico sono stati scritti fiumi d’inchiostro. L’argomento, me ne rendo conto, è appassionante come una competizione di curling a Nuoro, ma in questa scalcinata Terza Repubblica il PD resta l’unica forza politica in grado di ricorrere alla dialettica interna prima di eleggere un segretario (che poi prova a impallinare per cinque anni, dettagli). Uno sforzo d’analisi è quindi dovuto.

A margine della direzione di ieri si possono fare alcune considerazioni. Leggi tutto “Senza Direzione: il Pd va in ordine sparso”