Tempi moderni: il mito del Papa buono

Non c’è niente da fare: la stampa italiana ha i suoi cliché. Dopo il topless del ministro Giannini ed il gelato della Madia, ecco tornare in auge il leitmotiv del Papa buono, quasi che l’aggettivo qualificativo servisse per tracciare una linea di demarcazione rispetto ai secoli bui del passato, una discriminante coi predecessori. Ratzinger è stato uno stimato filosofo, un profondo conoscitore dei circoli culturali del vecchio continente, eppure la sua visione tradizionalista gli è costata cara: è stato bollato come oscurantista, sebbene abbia compiuto l’atto più rivoluzionario nella storia della Chiesa, quello delle dimissioni (naturalmente in latino e con discrezione, per quanto possibile).

bergoglioPapa Francesco no: lui è cool per definizione. Non giudica i gay, chiama al telefono qualsiasi anima in pena, non si sottrae al confronto, predica un ritorno della Chiesa alle origini. Pazienza, poi, se durante il Colloquio internazionale sulla complementarietà fra uomo e donna, promosso dalla Congregazione per la dottrina della fede, lo stesso Santo Padre abbia rilevato come un uomo, per crescere bene, abbia bisogno nell’infanzia di una mamma e di un papà, quali cardini fondamentali per condurre una vita lontano dalla “devastazione spirituale e materiale“. Questa argomentazione non dev’essere pubblicizzata, non va imbrattata l’aureola dipinta attorno al Pontefice argentino sin dalla sua prima apparizione sul soglio pontificio.

E’ una questione di marketing. La croce di ferro, l’abbandono dei copricapo cari a Benedetto, il rapporto positivo coi media: tutto fa brodo. E se per Giovanni XXIII e Karol Wojtyla si è disposto un processo di santificazione a tappe forzate, per il buon Bergoglio si sta procedendo ad una canonizzazione vita natural durante. Ma una Chiesa che sacrifica il valore della testimonianza all’appeal mediatico continua a sembrarmi distante, quasi volesse fornire spunti o argomentazioni a chi ne evidenzia con malizia il progressivo declino.

0 pensieri riguardo “Tempi moderni: il mito del Papa buono”

  1. la chiesa (dimentica della parabola del publicano e del fariseo) ha da sempre preteso di essere l’unica depositaria della virtù e della misericordia, E anche questo papa, finto buono e bravo a vendersi, è affetto dal ‘peccato originale’ della superbia, impossibile da cancellare per quanti battesimi e incoronazioni si faccia imporre.

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