Vertice a Washington. Trump incontra Merkel: l’intesa è possibile

Negoziatori e diplomatici, i due leader non sono degli sprovveduti. Ecco perché gli attriti personali difficilmente emergeranno…

La stampa europea tende a dare estremo risalto a tutto ciò che concerne “l’agenda Merkel”. È normale: la Germania è in campagna elettorale e il rinnovo del Parlamento potrebbe portare a un nuovo equilibrio politico, con l’avanzata dell’AfD di Frauke Petry e la scoppiettante offensiva mediatica di Martin Schulz per l’Spd. Tuttavia l’incontro fra la Cancelliera e Donald Trump, previsto per domani a Washington, sta solleticando l’attenzione delle grandi redazioni oltre ogni ragionevole aspettativa.

Il fattore umano

Il vertice non è privo di valore: il tycoon americano e la ragazza venuta dalla RdT hanno storie e percorsi differenti e hanno maturato, nel tempo, visioni probabilmente opposte dei valori occidentali.

Il commander-in-chief degli Stati Uniti non ha alcuna esperienza amministrativa, mentre “Mutter Angela” lotta per il quarto mandato, dopo aver guidato l’Unione in un frangente storico particolarmente complesso. Trump ha cavalcato il malcontento popolare parlando al ventre della nazione; la leader della Cdu non ha mai incrociato le lame col popolo degli arrabbiati, concependo la politica come un confronto fra culture differenti, non una perenne lotta nel fango fra establishment e Main Street.

Questa riflessione, più antropologica che politica, lascia il tempo che trova.


Gli attriti possibili

I motivi di scontro sono, infatti, piuttosto esigui. Il miliardario repubblicano ripete come un mantra la dottrina dell’America First, scimmiottando il populismo di Andrew Jackson per ingraziarsi le simpatie dei “forgotten men” (cui verrà verosimilmente tagliata l’assicurazione sanitaria concessa da Barack Obama dopo lunghe notti insonni ed estenuanti trattative col Congresso). È pertanto prevedibile immaginare che il dossier della bilancia commerciale finisca sul tavolo dello Studio Ovale, con Angela Merkel chiamata a rispondere dell’ottimo export negli Usa, dei grandi incassi ottenuti dalle aziende automobilistiche di Berlino cui non è corrisposto un simmetrico guadagno per le multinazionali yankee in terra teutonica.

Per il resto c’è poca ciccia. “Donald” contesta le politiche migratorie adottate dalla Germania, ritenendo l’accoglienza un privilegio per pochi. “Angela” stigmatizza la scelta di alzare muri lungo i confini, conscia del fatto che dove non passano popoli e merci generalmente si fanno largo i carri armati. Visioni antitetiche, ovviamente. Ma Trump non deve cimentarsi con le storture tedesche e Merkel non deve blandire l’elettorato d’oltreoceano. Un conto è esprimere la propria visione sui problemi del vicino di casa, altro conto è azzuffarsi per come – in coscienza – questi intenda risolverli.


Pesi massimi a confronto

C’è, poi, un’altra valutazione a margine che va fatta. Donald Trump non piace all’opinione pubblica europea, ma non è un imbecille baciato dal destino. È un negoziatore: affronta con piglio carismatico ogni problema fornendo le sue soluzioni, giuste o sbagliate che siano, e riservandosi lo spazio di manovra per una repentina inversione di rotta. Angela Merkel, a sua volta, è una fine diplomatica che ha saputo dribblare negli ultimi tempi la retorica livorosa di Erdogan, la scapigliata finanza creativa di Tsipras, le stilettate rigoriste del ministro Schäuble. Concepire entrambi come galli pronti alla guerra non è serio, anche perché le due economie sono interconnesse e le rispettive amministrazioni devono necessariamente studiare un approccio condiviso rispetto agli appetiti di Putin sul versante orientale del Vecchio Continente.

In questo senso è prevedibile che si discuta anche del futuro della Nato e delle fonti di finanziamento che servono per tenere in piedi l’Alleanza Atlantica: Merkel ha già aumentato il budget tedesco e potrebbe promettere un’iniziativa europea in questa direzione. Tanto potrebbe bastare a Trump per “vendere” il meeting come un successo diplomatico. Estranei come prima, saluti e baci.

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