Uomini e bestialità: dai migranti agli spari di Napoli

L'arrivo dei migranti siriani in Germania
L’arrivo dei migranti siriani in Germania

Boldrinismi. Mai farsi battere dai tedeschi sul fronte della solidarietà. Dev’essere questo l’adagio che sta passando, di Stato in Stato, nel Vecchio Continente. Prova ne sia la decisione del primo ministro finlandese di offrire la propria abitazione ai rifugiati. Bel messaggio, per carità. Pieno di spirito cristiano, se è vero che segue di poche ore l’invito rivolto da Papa Francesco a parrocchie e monasteri, quello di aprire le porte dei conventi e delle chiese alle famiglie di profughi e richiedenti asilo. Perché, però, un politico senta l’esigenza di dirlo in pubblico è cosa che sfugge ai più. Quanto alle soluzioni offerte nel lungo periodo, resta un alone di mistero. Intanto, sul New York Times, Michael Ignatieff ricorda come i quattro milioni di siriani in cerca di una nuova casa non siano un problema meramente europeo: fingersi estranei alla vicenda, non aiuterà l’Amministrazione americana a passare indenne la nottata. Perché Obama non si espone? Perché ha paura di alimentare un esodo. Ma la foto del bambino esanime che ha fatto il giro del mondo rischia di diventare un gigantesco pugno nello stomaco per le coscienze a stelle e strisce.

Vermi solitari. “Un presidente del Consiglio che usa un bambino per la sua campagna elettorale è un verme“. Lo ha detto Matteo Salvini, con riferimento a Renzi e allo scatto sul piccolo Aylan. Il leader del Carroccio ci tiene a sgomberare il campo dagli equivoci: le speculazioni sui migranti sono un marchio di fabbrica della Lega Nord. Punto.

[youtube

Vedi Napoli e poi muori. Nel cuore della Campania si registra un’escalation di violenza a colpi di kalashnikov. Ventuno bossoli sono stati trovati per terra nel Rione Traiano alle prime luci di stamane. Ragazzini e pallottole creano un connubio che mette in allarme la classe dirigente. Alfano promette il sostegno delle istituzioni a De Magistris. Un evergreen, come la lotta all’evasione.

Rottama una cippa. Jean Marie Le Pen si sposta su posizioni dalemiane, di conservazione della specie. L’incazzoso e anziano leader del Fronte Nazionale tenta di contrastare il parricidio della non-tanto-giovane Marine. Come? Fondando un nuovo partito, ovviamente. Il movimento in nuce dovrà rappresentare l’ala oltranzista della destra radicale. E pazienza se l’unico risultato raggiungibile sarà agevolare il trionfo dei gollisti. I fascisti, quelli veri, restano comunisti di destra.

Venerati maestri. Daniele Raineri riprende, per il Foglio, l’inchiesta del New York Times su Anwar al Awlaqi, Giano bifronte dell’islamismo politico. Votava Bush e sognava di entrare alla Casa Bianca come imam moderato, poi è diventato il  teologo dei jihadisti.

Mullah vie’ qua. Frederick Kagan, per l’American Enterprise Institute, ricorda come il dialogo con Teheran, e l’annesso accordo nucleare, rappresenti un azzardo rischiosissimo per il presidente americano. Pochi controlli e molte concessioni rendono lo scacchiere mediorientale potenzialmente instabile.

Rispondi